Analisi e Commento Cantico di Frate Sole


FRANCESCO D’ASSISI

CANTICO DI FRATE SOLE

– ANALISI E COMMENTO –


Struttura metrica


Versi

Il Cantico di Frate Sole è costituito da versi molto irregolari per numero di sillabe, al punto da poter essere anche interpretati come “prosa ritmica” invece che come versi.

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Assonanze e rime

A compensazione della forte irregolarità del metro, S. Francesco si sforza di ricreare la musicalità propria della poesia introducendo tra un verso e l’altro una serie di richiami fonici. Per lo più si tratta di assonanze, in qualche caso di vere e proprie rime.

Le assonanze presenti nel testo sono:

- ASSONANZA IN O-E: sole : splendore : significatione (vv. 6-8-9)
- ASSONANZA IN E-O: vento : tempo : sustentamento (vv. 12-13-14)
- ASSONANZA IN A-A: acqua : casta (vv. 15-16)
- ASSONANZA IN O-E: nocte : forte (vv. 18-19)
- ASSONANZA IN E-A: terra : governa : herba (vv. 20-21-22)
- ASSONANZA IN A-E: corporale : scappare : male (vv. 27-28-31)

Le rime presenti nel testo sono:

- RIMA IN -ELLE: stelle : belle (vv. 10-11)
- RIMA IN -ENTO: vento : sustentamento (vv. 12-14)
- RIMA IN -ALE: corporale : male (vv. 27-31)
- RIMA IM -ATE: rengratiate : humilitate (vv. 32-33)

Ulteriori legami di suono sono all’interno dei versi:

- RIMA AL MEZZO IN -ORE: Signore : honore (vv. 1-2)
- RIMA IMPERFETTA: utile : humile (v.16)

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Genere d’appartenenza

Il Cantico di Frate Sole appartiene al genere della lauda. La lauda è un genere di carattere sacro, che si diffonde, durante il Medioevo, nell’Italia centrale e in particolare nella zona tosco umbra, prima come forma di preghiera, e più tardi come forma di poesia lirica.

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Lingua

Il testo è scritto in volgare umbro, per consentire una comunicazione quanto più vasta possibile delle idee che esprime; poiché la data di composizione corrisponde all’anno 1224, il Cantico costituisce l’esempio più antico di poesia religiosa composta in un volgare italiano.

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Contenuto

Il testo si articola in due parti. La prima parte è una celebrazione di tutti gli elementi del creato (il sole, la luna e le stelle, il vento e il cielo, l’acqua e il fuoco, la terra), visti come segni tangibili della grandezza e della bontà di Dio. La seconda parte è una preghiera penitenziale, incentrata sul tema dell’accettazione dell’infermità e della morte, e sulla pratica del bene come via per la salvezza.

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Le creature menzionate

Nella prima parte del Cantico S. Francesco svolge la celebrazione tutti di principali elementi del creato. Questi vengono esaltati in una duplice chiave: per essere segni concreti della grandezza di Dio, ma anche, in chiave “antropocentrica”, in virtù della loro bellezza e della loro utilità per l’uomo. Le creature menzionate dal santo sono:

– il sole: celebrato per la luce che emana;

– la luna e le stelle: celebrate per la loro preziosa bellezza;

– il vento, l’aria e il cielo: celebrati per il fatto di permettere la vita degli esseri umani sulla terra;

– l’acqua: celebrata per la semplicità e l’insostituibile utilità;

– il fuoco: celebrato in quanto fonte di luce nelle ore notturne e di gioia;

– la terra: celebrata in quanto fonte di sostentamento degli esseri viventi.

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Le apposizioni “frate” e “sora”

Ciascun elemento menzionato compare accompagnato da un’apposizione, che è “frate” (fratello) nel caso dei nomi maschili, e “sora” (sorella) nel caso dei nomi femminili. Il santo introduce queste apposizioni con lo scopo di sottolineare con una metafora i sentimenti di unione e appartenenza ad un tutto comune, che devono legare l’uomo e gli elementi creati, in quanto tutti figli di un unico Dio e dunque “fratelli” tra loro.

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La visione del rapporto tra Dio, uomo e mondo

La celebrazione contenuta nel Cantico di Frate Sole riflette una concezione compiuta, sistematica e coerente dei rapporti tra l’uomo, Dio e il mondo creato. Infatti partendo dalle due idee alla base del testo (1. che gli elementi creati sono segni concreti della grandezza del loro Creatore; 2. che, in chiave antropocentrica, sono elementi di insostituibile utilità per l’esistenza degli esseri umani), si può ricostruire un’autentica “filosofia universale”:

1. L’uomo e il mondo: l’universo è al servizio dell’uomo e l’uomo deve amare l’universo.

> l’universo è un luogo armonioso, ed è stato creato al servizio dell’uomo; al suo interno ogni elemento, per il semplice fatto di esistere e assolvere alla funzione per cui è stato creato, migliora l’esistenza umana (con la sua utilità o con la sua bellezza), perciò l’uomo deve amare, rispettare e onorare ogni elemento creato.

2. L’uomo e Dio: Dio è un padre grande e amoroso e l’uomo deve amarlo, celebrarlo ed essergli riconoscente.

> Dio è grande e la sua grandezza è dimostrata dal fatto che egli abbia creato un universo vasto, vario, bello, ordinato, ecc. Inoltre Dio è un padre amoroso nei confronti delle sue creature, e soprattutto nei confronti dell’uomo, per il quale ha creato un universo armonioso, i cui elementi apportano tutti un miglioramento all’esistenza umana. Dunque l’uomo deve essere grato a Dio, per l’amore che ha dimostrato.

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L’ideologia francescana

L’impronta ideologica della religiosità francescana trapela nel testo:

– sia nei motivi contenuti, che corrispondono ai valori fondativi del movimento francescano: l’idea di Dio come padre amoroso, il principio dell’armonia del creato, il principio della bontà di tutto l’universo e dell’accettazione umile e serena del dolore e dell’infermità.

– sia nell’esaltazione della comune origine di tutti gli elementi del creato (compreso l’uomo) e nella celebrazione del sentimento che deve dunque unire tutti gli esseri, viventi e non.

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Le figure retoriche

L’anafora di Laudato si’/Laudato sie”

Dal punto di vista retorico l’ornamentazione della lauda è decisamente scarna, va osservata tuttavia l’importanza ricoperta dalla figura dell’anafora. Tutto il testo appare infatti organizzato sulla ripetizione (anafora) del segmento “Laudato si”/Laudato sie’” che assume il valore di una vera e propria formula e conferisce al testo l’andamento di un inno celebrativo.

Il cursus

L’artificio retorico per noi meno visibile, ma che più dimostra l’attenzione di Francesco ai valori formali, è in ogni caso la presenza del cursus, ossia del gioco degli accenti che, secondo le artes dictandi, doveva essere utilizzato dagli scrittori di prosa nella parte conclusiva (clausola) del periodo per avvicinare quest’ultima alla poesia.

 

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La sintassi

Il Cantico di Frate Sole presenta una sintassi elementare, prevalentemente paratattica (vale a dire nella quale la coordinazione prevale sulla subordinazione).

Questa scelta va di pari passo con l’adozione del volgare in luogo del latino e con l’impiego di un lessico semplice e quotidiano, ed è una conseguenza della volontà di S. Francesco di dare luogo ad un testo sufficientemente semplice da risultare assolutamente comprensibile anche da un pubblico di “non letterati”.

La semplicità della lingua è pensata e voluta per non compromettere in alcun modo una comunicazione quanto più vasta possibile delle idee espresse, che sono il vero fulcro del Cantico.

Un aspetto centrale del testo è, infatti, il suo carattere “pratico” prima ancora che “letterario”: esso cioè, non viene composto dal santo per essere una pagina di letteratura, ma per essere utilizzato dai frati come preghiera  durante la liturgia, in modo che i fedeli l’ascoltino e apprendano le basi ideologiche della religiosità francescana.


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