Analisi e Commento Quando t’alegri omo d’altura


JACOPONE DA TODI

QUANDO T’ALEGRI OMO D’ALTURA

ANALISI E COMMENTO

Lo schema metrico

Quando t’alegri omo d’altura è una  lauda in forma di ballata.

Il testo si compone di 20 strofe, ciascuna delle quali formata da quattro doppi quinari (non sempre perfetti).

All’interno delle strofe lo schema delle rime è del tipo AAAX (tuttavia, l’assonanza prende in più punti il posto della rima).

La ripresa (o ritornello), formata da due doppi quinari, rispetta lo schema XX.

La rima chiave X collega le strofe al ritornello.


Il contrasto tra il vivo e il morto

La lauda costituisce un perfetto esempio di “contrasto tra vivo e morto”, un genere letterario derivato dalla letteratura ascetica cristiana e molto diffuso nel Medioevo. La situazione sviluppata nei componimenti appartenenti al genere del “contrasto tra il vivo e il morto” – e riproposta anche da Jacopone – è quella dell’incontro immaginario tra un uomo vivente e un defunto. Nell’ambito della conversazione che segue, il defunto mette in guardia il vivo dai rischi della …

… dannazione e lo ragguaglia sul destino di abiezione che attende dopo la morte coloro che contravvengono ai principi cristiani. La descrizione dell’incontro è in definitiva un pretesto per affrontare con intento edificante temi tradizionali di ambito devoto quali l’ineluttabilità della morte, la vanità delle cose terrene, la minaccia della dannazione.


La struttura dialogica

In questa lauda Jacopone si confronta con il genere del contrasto nella sua forma più rigorosa, sviluppando un racconto interamente dialogato, nel quale c’è una perfetta corrispondenza tra strofe e battute dei personaggi e una perfetta alternanza tra le voci dei due protagonisti. Allo schema del dialogo sfugge di fatto solo la prima strofa.


L’enumerazione

Lo schema narrativo, in maniera conforme alla prassi dei contrasti tra vivo e morto, appare improntato alla figura dell’enumerazione: la conversazione tra i due protagonisti non è altro che un lungo elenco …

… delle cose che la morte ha distrutto, un elenco che la forma dialogata vivacizza e rende più efficace, grazie al continuo richiamo della situazione passata del defunto.


Il tema del disfacimento del corpo

Preponderante come da tradizione è, all’interno di questa enumerazione, il tema del disfacimento del corpo, alla cui dettagliatissima descrizione Jacopone dà ampio spazio (con una certa insistenza sugli aspetti più macabri e raccapriccianti, sottolineati in quanto più persuasivi incentivi al pentimento).


L’anafora e il motivo dell’ubi sunt

Il motivo che Jacopone introduce a far da collante tra gli elementi dell’enumerazione è quello, tradizionale, dell’ubi sunt? (Dove sono?), qui rappresentato dalle continue anafore dei segmenti  or ov’è or o’so cui è demandata la funzione di introdurre ogni nuovo argomento di discussione.


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