Anastrofe e iperbato


GLOSSARIO DI RETORICA

ANASTROFE E IPERBATO

FIGURA RETORICA

L’anastrofe

Si chiama anastrofe l’inversione di due parole all’interno della frase, con la conseguente alterazione, a fini stilistici,  del normale ordine sintattico delle parole.


Esempio 1:

Consideriamo il distico di Giacomo Leopardi:

Allor che all’opre femminili intenta

sedevi, assai contenta.

In questo caso l’ordine naturale delle parole sarebbe: “sedevi intenta alle opere femminili”; Leopardi invece, mediante due inversioni (o anastrofi), reimposta completamente la sintassi della frase, ottenendo un forte effetto stilistico:

1. Ordine sintattico normale:

… sedevi intenta all’opre femminili

2. Anastrofi introdotte da Leopardi:

(sedevi ↔ intenta) ↔ (all’opre femminili)

3. Nuovo ordine sintattico:

all’opre femminili intenta sedevi

L’iperbato

Anche l’iperbato consiste in una alterazione dell’ordine sintattico normale, ma in questo caso l’alterazione non avviene attraverso una semplice inversione, bensì attraverso lo spostamento di un segmento di enunciato all’interno di un sintagma.


Esempio 1:

Prendiamo il verso del Petrarca:

 …e ‘l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi…

In questo caso l’ordine naturale sarebbe “e il vago lume di quei begli occhi oltre misura ardeva”, ma Petrarca incastra l’enunciato “oltre misura ardea” all’interno del sintagma “e il vago lume di quei begli occhi”, creando così un iperbato.

1. Ordine sintattico normale:

(e il vago lume) (di quei begli occhi) (oltre misura ardeva)

2. Iperbato:

(e il vago lume) (oltre misura ardeva) (di quei begli occhi)

3. Nuovo ordine sintattico:

⇒ e ‘l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi…

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