Parafrasi “Dante Alleghier, s’i’ so’ buon begolardo” di Cecco Angiolieri


CECCO ANGIOLIERI

DANTE ALLEGHIER S’I’ SO’ BUON BEGOLARDO

– PARAFRASI DEL TESTO –

Sonetto di gusto spiccatamente comico realistico, ricompreso con ogni probabilità all’interno di una tenzone tra Cecco Angiolieri e Dante Alighieri. La lirica infatti è costruita come una successione di risposte ad altrettante accuse, così da far pensare che queste accuse si trovino proprio in un precedente testo indirizzato da Dante a Cecco.


Dante Alighier, s’i’ so bon begolardo,

tu mi tien’ bene la lancia a le reni,

s’eo desno con altrui, e tu vi ceni;

s’eo mordo ’l grasso, tu ne sugi ’l lardo;

[vv. 1 – 4] O Dante Alighieri, se io sono un vero fanfarone, tu mi segui molto da vicino (tu me ne tien ben la lancia a le reni: espressione popolare per intendere “mi segui da vicino”, “mi stai alle calcagna”), se io pranzo con qualcuno, allora tu ci ceni; se io mordo il grasso, allora tu succhi il lardo.


s’eo cimo ’l panno, e tu vi freghi ’l cardo:

s’eo so discorso, e tu poco raffreni;

s’eo gentileggio, e tu misser t’avveni;

s’eo so fatto romano, e tu lombardo.

[vv. 5 – 8] Se io cimo il panno (espressione popolare, mutuata dal mondo della filatura, per indicare la tendenza di qualcuno alla maldicenza), allora tu lo pettini con il cardo (vale a dire mi superi in maldicenza), se io ho esagerato con le parole (so’ discorso), allora anche tu ti sai frenare poco, se io mi do arie da gentiluomo (gentileggio), allora tu ti atteggi a gran signore (miser: messere), e se io sono diventato Romano, tu allora sei diventato Lombardo (probabilmente un riferimento impietosamente ironico all’esilio di Dante).

Sì che, laudato Deo, rimproverare

poco pò l’uno l’altro di noi due:

sventura o poco senno cel fa fare.

[vv. 9 – 11] Cosicché, grazie a Dio, è ben poco quello che ciascuno di noi può rimproverare all’altro. E’ solo la cattiva sorte o la poca intelligenza che ce lo fa fare.


E se di questo vòi dicere piùe,

Dante Alighier, i’ t’averò a stancare;

ch’eo so lo pungiglion, e tu se’ ’l bue.

[vv. 12 – 14] E se tu vuoi continuare a discutere (dir piue) di questo argomento, o Dante, rispondi pure, perché io riuscirò a stancarti, perché io sono il pungolo, e tu sei il bue.

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