Commento a “Orfano” di Giovanni Pascoli


GIOVANNI PASCOLI

ORFANO

– COMMENTO –

Orfano è una lirica composta da 2 strofe di 4 versi endecasillabi, rimati secondo lo schema AB AB nella prima strofa e secondo lo schema CC DD nella seconda strofa.

Il profondo lirismo del componimento viene costruito da Pascoli sull’opposizione tra la primaria impressione di tragicità che il titolo “Orfano” impone, e la suggestione di pacifica tranquillità evocata nei versi.

Dal punto di vista tematico la lirica presenta un impianto estremamente semplice, interamente imperniato sulla descrizione di una scena placida e rassicurante, nella quale un bambino, dapprima agitato, trova un sonno pacifico, grazie alle cure di un’anziana donna che dondola la sua culla e intona per lui una dolce ninna nanna che lo introduce in un mondo di sogni rassicuranti.

Partecipano in maniera determinante alla costruzione del valore semantico di questi versi di serena tranquillità il ritmo lento e cantilenante del metro, l’articolazione delle rime (alternate nella prima strofa e baciate nella seconda), tale da creare l’andamento di un’autentica ninna nanna, le ripetizioni (fiocca, fiocca, fiocca, e lenta, lenta, lenta), la struttura circolare del componimento (che si apre e si chiude con la stessa immagine), la prevalenza di consonanti dal suono dolce (le n, le m, le l, ecc.).

La rarefazione del paesaggio è inoltre accentuata dalla …

… prevalenza dei campi uditivi (il rumore della culla, il pianto del bimbo e la cantilena dell’anziana) mentre sul piano visivo tutto ciò che viene offerto è un panorama imbiancato dalla neve.

Ma questa pace, evocata con cura e magistrale abilità, stride con la crudele e compassionevole condizione del bambino indicata nel titolo, definendo una opposizione nella quale si riflette, simbolicamente, l’autentica tematica sviluppata dalla lirica, vale a dire quella, consueta in Pascoli, dell’antitesi tra illusione e realtà (l’illusione di sicurezza e fiducia che il nido familiare crea intorno al bambino ignaro della sua condizione opposta alla crudezza della reale condizione del piccolo). Questa antitesi è un tema ricorrente nella produzione poetica del Pascoli, che in molti luoghi della sua poesia evoca una realtà crudele e ostile all’essere umano, a fronte della quale l’illusione  viene prospettata come unica, pur effimera, via di fuga. Allo stesso modo consueto e abitualmente collegato al tema dell’illusione, è il motivo del nido familiare. Questo, drammaticamente svuotato della presenza dei genitori, in Orfano svolge esemplarmente il compito di proteggere il bambino,  in primo luogo ingannandolo, e alimentando quella tendenza al sogno e alla fantasticheria tipica della sua età.

Complessivamente, sul piano stilistico, si osserva la tecnica, tipicamente simbolista e decadente, della rappresentazione di scenari sentimentali (come lo sconcerto di fronte alla durezza della realtà, la necessità …

… di fuga dalla crudeltà della verità) attraverso la descrizione di paesaggi e situazioni che, apparentemente naturali, sono in realtà altrettanti simboli di una paesaggio dell’anima. In questa chiave:

– la calda intensità dello scenario interno al “nido” opposta all’esterno imbiancato dalla neve,

– la figura del bambino quale immagine della delicatezza dell’anima umana

– la condizione di orfano quale metafora dell’abbandono e della solitudine cui è costretto ciascun essere umano

sono altrettanti simboli che formano quel tessuto simbolico in cui si concretizza poeticamente il tema centrale della lirica: l’idea dello smarrimento dell’anima, sola, alle prese con i rovesci della sorte e il sentimento della crudezza della realtà a dispetto della dolcezza dei sogni e delle illusioni.

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