Parafrasi “Deh peregrini che pensosi andate” di Dante Alighieri


DANTE ALIGHIERI

DEH PEREGRINI CHE PENSOSI ANDATE

– PARAFRASI DEL TESTO –

Sonetto di schema ABBA, ABBA, CDE, DCE. Il testo sviluppa alcuni motivi tipici del genere del compianto funebre, rappresentati dalle immagini della città dolente e del lutto generale per la morte dell’amata. Quello che va messo in evidenza tuttavia è come Dante riesca ad avvalersi di questi elementi, tutto sommato tradizionali, per innalzare, attraverso un raffinato gioco di rimandi letterari, la sua poesia amorosa su un piano nuovo, più alto e carico di suggestioni religiose.


Deh peregrini che pensosi andate,
forse di cosa che non v’è presente,
venite voi da sì lontana gente,
com’a la vista voi ne dimostrate,

[vv. 1 – 4]  Vi prego, oh pellegrini, che procedete pensierosi forse a causa di qualche cosa lontana, venite forse voi da popolazioni così remote, come appare a guardarvi,


che non piangete quando voi passate
per lo suo mezzo la città dolente,
come quelle persone che neente
par che ’ntendesser la sua gravitate?

[vv. 5 – 8]  da non piangere mentre attraversate la città in lutto (Firenze, che ha perso Beatrice), come persone che sembrano non conoscere affatto la sua afflizione?

Se voi restaste per volerlo audire,
certo lo cor de’ sospiri mi dice
che lagrimando n’uscireste pui.

[vv. 9 – 11] Se vi fermate per desiderio di ascoltare (la causa del dolore), certo il cuore sospirando mi dice che ve ne andreste in lacrime.


Ell’ha perduta la sua beatrice;
e le parole ch’om di lei pò dire
hanno vertù di far piangere altrui.

[vv. 12 – 14] La città (ella) ha perso colei che portava la beatitudine e le parole che si possono dire sul suo conto hanno il potere di far piangere le persone.


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