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Dante Alighieri, Tanto gentile e tanto onesta pare, parafrasi

DANTE ALIGHIERI

TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE

- PARAFRASI DEL TESTO -
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Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

[vv. 1 – 4] Tanto nobile e tanto costumata si dimostra (pare: lett. si manifesta con evidenza) la mia amata (la donna mia: dal lat. MEA DOMINA, lett. la padrona del mio cuore) quando porge il suo saluto a qualcuno che ogni lingua, cominciando a tremare, ammutolisce, e gli occhi non osano guardarla.

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Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

[vv. 5 – 8] Ella procede, ascoltando gli elogi che le sono rivolti,  vestita di dolce gentilezza e appare evidente che sia una creatura discesa dal cielo sulla terra, per rendere manifesta la gloria di Dio (miracol)

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Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova:

[vv. 9 – 11] Ella si presenta così bella a chi la guarda che, attraverso i suoi occhi, infonde nel cuore un senso di dolcezza che non può essere compreso da chi non lo sperimenta.

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e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

[vv. 12 – 14] e sembra che dal suo volto emani uno spirito soave, pieno d’amore, che dice all’anima: “Sospira”.

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