Figure Retoriche Levommi il mio penser in parte ov’era


FRANCESCO PETRARCA

LEVOMMI IL MIO PENSER IN PARTE OV’ERA

– FIGURE RETORICHE –

PRIMA QUARTINA

Levommi il mio penser in parte ov’era
quella ch’io cerco, et non ritrovo in terra:
ivi, fra lor che ’l terzo cerchio serra,
la rividi piú bella et meno altera.

v. 1: Anfibologia > levommi, un’anfibologia consiste in un enunciato che può essere interpretato in due modi diversi, o per l’ambiguità di una parola, o per una particolare costruzione sintattica, in questo caso l’ambiguità del verbo levommi è tra il significato di movimento del pensiero verso l’alto e il significato “mi confortò, mi risollevò”


v. 1: Allitterazione di M e P: Levommi il mio penser in parte


v. 2: Perifrasi > quella ch’io cerco, et non ritrovo in terra = Laura, indicata con una perifrasi che mette da subito in risalto la centralità del motivo della nostalgia nel testo


v. 2: Costrutto binario: ch’io cerco, et non ritrovo


v. 4: Parallelismo > piú bella et meno altera con Antitesi di più vs. meno

SECONDA QUARTINA

Per man mi prese, et disse: – In questa spera
sarai anchor meco, se ’l desir non erra:
i’ so’ colei che ti die’ tanta guerra,
et compie’ mia giornata inanzi sera.

v. 6: Perifrasi/Antonomasia: i’ so’ colei che…, Laura non si nomina, ma fa riferimento a se stessa per mezzo di due perifrasi, designandosi come colei che, per antonomasia, ha procurato dolori al poeta e che è morta prematuramente.


v. 7: Metafora > Tanta guerra, figura dei tormenti procurati da Laura al poeta


v. 8: Metafora > giornata inanzi sera, figura della morte prematura di Laura


PRIMA TERZINA

Mio ben non cape in intelletto humano:
te solo aspetto, et quel che tanto amasti
e là giuso è rimaso, il mio bel velo. –

v. 10: Costrutto binario: te solo e quel che tanto…


v. 11: Deissi: là giuso (la deissi è il procedimento mediante il quale chi parla richiama l’attenzione del lettore o dell’ ascoltatore su un oggetto particolare, cui si fa riferimento mediante elementi linguistici, detti deittici, che concorrono a identificare in modo preciso o ad indicare l’oggetto in questione). Con il deittico “laggiù” Laura intende “sulla Terra”.


v. 12: Metafora > mio bel velo, figura del corpo, “involucro” dell’anima di Laura


SECONDA TERZINA

Deh perché tacque, et allargò la mano?
Ch’al suon de’ detti sí pietosi et casti
poco mancò ch’io non rimasi in cielo.

v. 12: Esclamazione > Deh


v. 12: Domanda retorica: perché… mano?


v. 13: Costrutto binario: sí pietosi et casti


v. 14: Metafora/Iperbole > ch’io non rimasi in cielo, figura del morire, cui il poeta si avvicina per via della straordinaria dolcezza delle parole che ha ascoltato da Laura.


Appunti Correlati: