Francesco d’Assisi, Audite poverelle, parafrasi


FRANCESCO D’ASSISI

AUDITE POVERELLE

– PARAFRASI DEL TESTO –

Audite poverelle è un breve cantico scritto in lasse metricamente irregolari definite dalla rima (le prime 2) e dall’assonanza (la terza e la quarta). Il testo, risalente al 1225, è a carattere consolatorio e rivolto alle suore del monastero di S. Damiano, prima sede delle clarisse.


Audite, poverelle dal Signore vocate

ke de multe parte et province sete adunate:

vivate sempre en veritate

ke en obedientia moriate.

[vv. 1 – 4] Ascoltate (rivolto alle Clarisse di S. Damiano, per le quali fu scritto il componimento), poverelle chiamate dal Signore, che vi siete radunate da molte regioni e province, possiate voi vivere (lett. vivate è un imperativo: vivete voi) sempre nella verità (ovvero nella fede, perché Dio è verità) e possiate morire nell’obbedienza.


Non guardate a la vita de fore,

ka quella dello spirito è migliore.

Io ve prego per grand’amore

k’aiate discrecione de le lemosene ke ve dà el Segnore.

[vv. 5 – 8] Non guardate alla vita esteriore (de fore) perché la vita dello spirito è migliore. Io vi prego in nome del divino amore affinché usiate con saggezza le elemosine che il Signore vi dona.

Quelle che sunt adgravate de infirmitate,

et le altre che per loro sò adfatigate,

tutte quante lo sostengate en pace,

Ka multo venderite cara questa fatiga,

[vv. 9 – 12] Quelle che sono afflitte dalla malattia, e le altre, che patiscono sofferenze per causa loro (vale a dire che si affaticano per curare le consorelle malate), le une e le altre sopportate il fatto con umiltà.


ka ciascuna serà regina

en celo coronata cum la Vergene Maria.

[vv. 13 – 14] Poiché venderete a caro prezzo questa vostra fatica, perché ciascuna di voi una volta in cielo sarà regina incoronata insieme alla Vergine Maria.

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