Parafrasi e Commenti

Giacomo da Lentini, Meravigliosamente, parafrasi

GIACOMO DA LENTINI

MERAVIGLIOSAMENTE

- PARAFRASI DEL TESTO -
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Meravigliosamente

un amor mi distringe

e mi tene ad ogn’ora.

[vv. 1 – 3] Un amore mi tiene legato in modo straordinario e mi possiede in ogni momento. 

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Com’om che pone mente

in altro exemplo pinge

la simile pintura,

così, bella, facc’eo,

che ’nfra lo core meo

porto la tua figura.

[vv. 4 – 9] Come un pittore che pone l’attenzione su un modello, e ne dipinge la copia esatta, allo stesso modo, oh bella, faccio io, che nel mio cuore porto (dipinta) la tua immagine. 

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In cor par ch’eo vi porti,

pinta come parete,

e non pare difore.

[vv. 10 – 12] Sembra che io vi porti nel cuore, dipinta così come apparite, e da fuori non traspare. 

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O Deo, co’ mi par forte

non so se lo sapete,

con’ v’amo di bon core;

ch’eo son sì vergognoso

ca pur vi guardo ascoso

e non vi mostro amore.

[vv. 13 – 18] Oh Dio, come mi sembra crudele! Non so se lo sapete, con qual cuore sincero io vi ami, perché io sono così timido, che vi guardo solamente di nascosto e non manifesto il mio amore.

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Avendo gran disio

dipinsi una pintura,

bella, voi simigliante,

e quando voi non vio

guardo ’n quella figura,

par ch’eo v’aggia davante:

[vv. 19 – 24] Animato da un forte desiderio, ho dipinto un’immagine, bella, a voi somigliante, e quando non vedo voi, guardo in quella figura e mi sembra di avervi davanti:

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come quello che crede

salvarsi per sua fede,

ancor non veggia inante.

[vv. 25 – 27] come colui che confida di salvarsi perché ha fede, sebbene non veda davanti a sé (ciò in cui crede).

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Al cor m’ard’una doglia,

com’ om che ten lo foco

a lo suo seno ascoso,

e quando più lo ’nvoglia,

allora arde più loco

e non pò star incluso:

[vv. 28 – 33] Nel mio cuore brucia una sofferenza, come ad un uomo che tiene nascosto in seno un fuoco, e quanto più lo avvolga, tanto più brucia in quel punto, e non può stare rinchiuso:

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similemente eo ardo

quando pass’e non guardo

a voi, vis’amoroso.

[vv. 34 – 35] in maniera simile brucio io quando passo e non vi guardo, dolce viso.

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S’eo guardo, quando passo,

inver’ voi no mi giro,

bella, per risguardare;

[vv. 36 – 38] Se (anche) guardo verso di voi quando passo, oh bella, non mi giro per guardarvi una seconda volta:

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andando, ad ogni passo

getto uno gran sospiro

ca facemi ancosciare;

[vv. 39 – 41] e procedendo, ad ogni passo, emetto un grande sospiro, che mi fa singhiozzare.

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e certo bene ancoscio,

c’a pena mi conoscio,

tanto bella mi pare.

[vv. 42 – 44] E senz’altro singhiozzo a ragione, poiché a malapena mi riconosco, tanto bella mi appari.

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Assai v’aggio laudato,

madonna, in tutte parti,

di bellezze c’avete.

[vv. 45- 47] Assai vi ho lodato, oh madonna, dovunque io sia stato, per la bellezza che avete.

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Non so se v’è contato

ch’eo lo faccia per arti,

che voi pur v’ascondete:

[vv. 48 – 50] Non so se vi sia stato raccontato che io lo faccio ad arte, e perciò voi continuate a nascondervi.

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sacciatelo per singa

zo ch’eo no dico a linga,

quando voi mi vedite

[vv. 51 – 53] Sappiate dai segni esteriori (rossore, sospiri, affanno), quello che io non dico con la lingua, quando mi vedete.

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Canzonetta novella,

va’ canta nova cosa;

[vv. 54 – 55] Oh canzonetta appena composta, va’ a cantare una cosa nuova;

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lèvati da maitino

davanti a la più bella,

fiore d’ogn’amorosa,

bionda più c’auro fino:

[vv. 56 – 60] presentati di buon mattino davanti alla più bella, fior fiore di tutte le fanciulle, bionda più dell’oro puro, (e dille):

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«Lo vostro amor, ch’è caro,

donatelo al Notaro

ch’è nato da Lentino».

[vv. 61 – 63] “Il vostro amore, che è cosa preziosa, donatelo al Notaio nativo di Lentini”.

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