Parafrasi e Commenti

Giacomo da Lentini, Meravigliosamente, parafrasi

 

SCHEMA METRICO: canzonetta di sette strofe (l’ultima con funzione di congedo), ciascuna di nove versi tutti settenari rimati secondo lo schema abc abc ddc. All’interno di ciascuna strofa i versi sono ripartiti in una fronte composta da due piedi identici (abc, abc) e una sirma indivisa di tre versi (ddc), collegata alla fronte da una rima chiave (c). Il nome canzonetta si deve all’uso dei soli versi settenari laddove la canzone propriamente detta mescola settenari ed endecasillabi.

Rime Siciliane: ora – pintura – figura, vv. 3 – 6 – 9; porti – forte, vv. 10 – 13; ascoso – incluso – amoroso, vv. 30 – 33 – 36; avete – ascondete – vedite, v. 48 – 51 – 54.

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PARAFRASI DEL TESTO

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Un amore mi tiene legato in modo straordinario e mi possiede in ogni momento. Come un pittore che pone l’attenzione su un modello, e ne dipinge la copia esatta, allo stesso modo, oh bella, faccio io, che nel mio cuore porto (dipinta) la tua immagine. 

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Sembra che io vi porti nel cuore, dipinta così come apparite, e da fuori non traspare. Oh Dio, come mi sembra crudele! Non so se lo sapete, con qual cuore sincero io vi ami, perché io sono così timido, che vi guardo solamente di nascosto e non manifesto il mio amore.

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Animato da un forte desiderio, ho dipinto un’immagine, bella, a voi somigliante, e quando non vedo voi, guardo in quella figura e mi sembra di avervi davanti: come colui che confida di salvarsi perché ha fede, sebbene non veda davanti a sé (ciò in cui crede).

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Nel mio cuore brucia una sofferenza, come ad un uomo che tiene nascosto in seno un fuoco, e quanto più lo avvolga, tanto più brucia in quel punto, e non può stare rinchiuso: in maniera simile brucio io quando passo e non vi guardo, dolce viso.

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Se (anche) guardo verso di voi quando passo, oh bella, non mi giro per guardarvi una seconda volta: e procedendo, ad ogni passo, emetto un grande sospiro, che mi fa singhiozzare. E senz’altro singhiozzo a ragione, poiché a malapena mi riconosco, tanto bella mi appari.

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Assai vi ho lodato, oh madonna, dovunque io sia stato, per la bellezza che avete. Non so se vi sia stato raccontato che io lo faccio ad arte, e perciò voi continuate a nascondervi. Sappiate dai segni esteriori (rossore, sospiri, affanno), quello che io non dico con la lingua, quando mi vedete.

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Oh canzonetta appena composta, va’ a cantare una cosa nuova; presentati di buon mattino davanti alla più bella, fior fiore di tutte le fanciulle, bionda più dell’oro puro, (e dille): “Il vostro amore, che è cosa preziosa, donatelo al Notaio nativo di Lentini”.

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