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Guido Cavalcanti, Tu m’hai sì piena di dolor la mente, parafrasi

GUIDO CAVALCANTI

TU M’HAI SÌ PIENA DI DOLOR LA MENTE

- PARAFRASI DEL TESTO -
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Tu m’hai sì piena di dolor la mente,
che l’anima si briga di partire,
e li sospir’ che manda ’l cor dolente
mostrano agli occhi che non può soffrire.

[vv. 1 – 4] Tu hai a tal punto colmato di dolore la mia mente che l’anima vorrebbe abbandonarmi (lett. smania di andarsene), e i sospiri che emette il cuore dolente mostrano visibilmente che non ce la fa più a sopportare.

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Amor, che lo tuo grande valor sente,
dice: «E’ mi duol che ti convien morire
per questa fiera donna, che nïente
par che piatate di te voglia udire».

[vv. 5 – 8] Amore, che percepisce la tua potenza dirompente, dice: “Mi dispiace che tu debba morire per questa donna spietata, che sembra non voler ascoltare nessuna tua preghiera”.

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I’ vo come colui ch’è fuor di vita,
che pare, a chi lo sguarda, ch’omo sia
fatto di rame o di pietra o di legno,

[vv. 9 – 11] Io vivo come colui che è già morto, il quale, a chi lo guarda, sembra che sia un uomo fatto di rame o di pietra o di legno

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che si conduca sol per maestria
e porti ne lo core una ferita
che sia, com’ egli è morto, aperto segno.

[vv. 12 – 14] che cammina solo per un incantesimo, e porta nel cuore una ferita che risulta il segno manifesto della maniera nella quale egli è morto.

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