Parafrasi “Con più m’allungo, più m’è prossimana” di Guittone d’Arezzo


GUITTONE D’AREZZO

CON PIÙ M’ALLUNGO, PIÙ M’È PROSSIMANA

– PARAFRASI DEL TESTO –

Sonetto amoroso incentrato sul tema della lontananza della donna amata, nucleo al quale Guittone collega, riprendendo la lezione dei Siciliani, i motivi collaterali della morte ripetuta (prima quartina), dell’Amore che ferisce poi risana (connesso alla leggenda classica di Peleo) e dell’immagine della donna che, come la stella cometa con i Magi, accompagna e guida i movimenti del poeta.


Con più m’allungo, più m’è prossimana
la fazzon dolce de la donna mia,
che m’aucide sovente e mi risana
e m’ave miso in tal forsenaria,

[vv. 1 – 4] Quanto più io mi allontano, tanto più mi è vicino il dolce viso (fazzon: dall’antico francese: viso, volto, faccia, fattezze) della mia amata, che continuamente mi uccide e mi guarisce e mi ha ridotto in questo stato di delirio (forsenaria, dall’antico francese: pazzia, vaneggiamento, delirio, follia)


che ’n parte ch’eo dimor’ in terra strana,
me par visibil ch’eo con ella sia,
e [un]’ or credo tal speranza vana
ed altra mi ritorno en la follia.

[vv. 5 – 8] Al punto che mentre mi trovo (io dimor, da “dimorare”) in una terra straniera, mi sembra di vedere che io sia insieme a lei, e in un momento (un’or: lett. talvolta) mi rendo conto di come tale speranza sia vana, mentre il momento dopo ritorno a vaneggiare.

Così como guidò i Magi la stella,
guidame sua fazzon gendome avante,
che visibel mi par e incarnat’ella.

[vv. 9 – 11] E così come la stella (il riferimento è alla stella cometa, sovente paragonata dai trovatori alla donna amata) guidò i Magi, il suo volto guida me, andandomi davanti (gendome: gerundio di gire, andare), al punto che mi sembra di vederla in carne ed ossa (lett. che mi sembra visibile e in carne ed ossa).


Però vivo gioioso e benistante,
che certo senza ciò crudele e fella
morte m’auciderea immantenante.

[vv. 12 – 14] Perciò io vivo felice e soddisfatto, perché di certo senza ciò (cioè senza la sensazione di essere sempre in compagnia dell’amata), la morte, villana e crudele, mi ucciderebbe immediatamente.


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