Parafrasi e Commenti

Lorenzo de’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna, parafrasi

LORENZO DE’ MEDICI

TRIONFO DI BACCO E ARIANNA

- PARAFRASI DEL TESTO -
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SCHEMA METRICO: Canzone a ballo in versi ottonari composta da una prima quartina di schema zyyz e sette stanze di otto versi di schema ab, ab, by, yz. La ripresa (o ritornello) è costituita dagli ultimi due versi della quartina iniziale.

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Quant’è bella giovinezza,

che si fugge tuttavia!

chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 1 - 4] Quanto è bella la giovinezza, che, nonostante tutto, fugge via velocemente! Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Quest’è Bacco e Arïanna,

belli, e l’un dell’altro ardenti:

perché ’l tempo fugge e inganna,

sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe ed altre genti

sono allegre tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 5 - 12] Questo è Bacco e questa è Arianna (secondo quanto narrato nelle Baccanti di Euripide Bacco si unì ad Arianna dopo che questa fu abbandonata da Teseo sugli scogli di Nasso), belli e ardenti d’amore l’uno per l’altra: dato che il tempo scorre veloce e tradisce le promesse (inganna), stanno sempre insieme e sono appagati. Nonostante tutto, anche queste ninfe e queste persone sono felici. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Questi lieti satiretti,

delle ninfe innamorati,

per caverne e per boschetti

han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati

ballon, salton tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia

di doman non c’è certezza.

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[vv. 13 - 20] Questi allegri piccoli satiri innamorati delle ninfe, hanno teso loro cento agguati nelle caverne e nei boschetti; ora, riscaldati dal vino (da Bacco), saltano e ballano nonostante tutto. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Queste ninfe anche hanno caro

da lor essere ingannate:

non può fare a Amor riparo

se non gente rozze e ingrate:

ora, insieme mescolate,

suonon, canton tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 21 - 28] Queste ninfe a loro volta amano (hanno caro: lett. considerano un piacere) essere raggirate dai satiri; nessuno può difendersi dall’amore se non la gente rozza e malevola; ora, mescolate a loro (ai satiri), nonostante tutto, suonano e cantano. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Questa soma, che vien drieto

sopra l’asino, è Sileno:

così vecchio, è ebbro e lieto,

già di carne e d’anni pieno;

se non può star ritto, almeno

ride e gode tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 29 - 36] Questo fagotto (soma: peso morto, corpo grave) che procede dietro di loro, sopra un asino, è Sileno (Sileno è il dio degli alberi, figlio di Pan e di una ninfa. Sileno veniva considerato l’educatore di Dioniso giovinetto e si credeva che egli, dopo aver svolto il suo ruolo nell’accompagnare il giovane dio durante il cammino della crescita, si fosse poi abbandonato completamente al vizio del bere); pur così anziano egli è ubriaco e lieto, sazio di cibo e di anni, e anche se non riesce a reggersi in piedi, egli nonostante tutto ride e gioisce. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Mida vien drieto a costoro:

ciò che tocca oro diventa.

E che giova aver tesoro,

s’altri poi non si contenta?

Che dolcezza vuoi che senta

chi ha sete tuttavia?

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 37 - 44] Re Mida procede dopo di loro: tutto ciò che tocca diventa oro. Ma a che cosa serve avere un tesoro, se poi non si rende felici gli altri? E poi, che piacere può provare uno che nonostante tutto ha sete? (Mida non può bere perché anche il vino si trasformerebbe in oro: la sua condizione è emblematica di come la smania di ricchezza impedisca di godere delle gioie della vita). Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Ciascun apra ben gli orecchi,

di doman nessun si paschi;

oggi siam, giovani e vecchi,

lieti ognun, femmine e maschi;

ogni tristo pensier caschi:

facciam festa tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 45 - 52] Ora ciascuno apra bene le orecchie: che nessuno si nutra del domani (paschi: lett. nutrire, alimentare di speranza nel domani), oggi tutti siamo felici, giovani e vecchi, femmine e maschi. Che ogni brutto pensiero venga meno (caschi), facciamo festa, nonostante tutto. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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Donne e giovinetti amanti,

viva Bacco e viva Amore!

Ciascun suoni, balli e canti!

Arda di dolcezza il core!

Non fatica, non dolore!

Ciò c’ha a esser, convien sia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

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[vv. 53 - 60] Donne e giovani amanti, viva Bacco e viva Amore! Ognuno suoni, balli e canti! Che il cuore arda di dolcezza! Nessuna fatica! Nessun dolore!  Ciò che deve accadere è bene che accada. Chi vuol essere lieto, lo sia ora, perché nel domani non v’è certezza!

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