Metonimia e sineddoche, significato ed esempi



GLOSSARIO DI RETORICA

METONIMIA E SINEDDOCHE

FIGURA RETORICA

Sia la metonimia che la sineddoche sono figure retoriche che consistono nella sostituzione di un termine con un altro termine che abbia con il primo una relazione di “parentela”.

Quello che determina se si tratti di metonimia o di sineddoche è il tipo di “parentela” che intercorre tra termine sostituente e termine sostituito.

1. Una parentela di tipo logico, qualitativo, o di contiguità spaziale determina una metonimia.

2. Una parentela di tipo quantitativo (di numero o di estensione) determina invece una sineddoche.


COSTITUISCE METONIMIA: 


Indicare la CAUSA per intendere l’EFFETTO:

> dire il freddo per intendere l’inverno, come nell’espressione: “Cesare partì al primo freddo“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: sentire le campane, rigare le guance di pianto, ecc.


Indicare l’EFFETTO per intendere la CAUSA:

> dire il sudore per intendere il lavoro, come nell’espressione: “me lo guadagno col sudore“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: lasciare le sudate carte (presente in Leopardi, col significato di “abbandonare gli studi che fanno sudare”), ecc.


Indicare la MATERIA per intendere L’OGGETTO:

> dire il legno per intendere la nave, come nell’espressione: “il lieve legno” (presente in Dante).

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: i bronzi del Bernini (col significato di: “le statue del Bernini”), il ferro (col significato di: “la spada”), l’acciar (ossia l’acciaio, col significato di: “la spada” (presente in Ariosto) ecc.


Indicare l’AUTORE per intendere l’OPERA:

> dire un Picasso per intendere un quadro di Picasso, come nell’espressione: “Comprare un Picasso“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: leggere Dante, ascoltare Beethoven, capire Mondrian, guardare Fellini, studiare Tasso, ecc..

Indicare il LUOGO per gli ABITANTI di quel luogo, o in generale chi vi si trova:

> dire Roma per intendere i Romani, come nell’espressione: “Lo sa tutta Roma“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: Cartagine è imbattibile in armi, la Spagna è allegra e accogliente, le piccole isole sono chiuse e schive, l’ha deciso il Pentagono, l’ha detto Montecitorio, ecc..


Indicare il CONTENITORE per intendere il CONTENUTO:

> dire bicchiere per intendere acqua, vino, ecc., come nell’espressione: “Bere un bicchiere“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: farsi una bottiglia, mangiare un piatto ottimo, guardare una videocassetta , ascoltare un disco, ecc..


Indicare il CONCRETO per intendere l’ASTRATTO:

> dire il cuore per intendere i sentimenti, come nell’espressione: “Ascoltare il cuore“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: avere del fegato, avere occhio, avere orecchio, essere una buona forchetta, essere una bella penna, ecc.


Indicare l’ASTRATTO per intendere il CONCRETO:

> dire l’amicizia per intendere gli amici, come nell’espressione: “Confidare nell’amicizia“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: c’era molta gioventù, la nobiltà fu sconfitta, il proletariato venne placato, la vecchiaia è saggia, ecc..


COSTITUISCE SINEDDOCHE:

Indicare la PARTE per intendere il TUTTO:

> dire le vele per intendere le navi, come nell’espressione: “Le vele presero il largo“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: c’erano molte teste, molte braccia, molte bocche, molti cervelli (col significato di: “c’erano molte persone”), le due ruote (col significato di “le moto”), ecc.


Indicare il GENERE per intendere la SPECIE e viceversa:

> dire mortale per intendere uomo, come nell’espressione: “I mortali fanno ciò“.

Nella stessa categoria rientrano le espressioni: acchiappare il felino, innaffiare la pianta, ecc..


Dire un SINGOLARE per intendere un PLURALE e viceversa:

> dire l’italiano per intendere gli italiani, come nell’espressione: “L’italiano è aperto di mente“.


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