Parafrasi Alla luna


GIACOMO LEOPARDI

ALLA LUNA

– PARAFRASI DEL TESTO –

O graziosa Luna, io mi rammento

che, or volge l’anno, sovra questo colle

io venia pien d’angoscia a rimirarti:

e tu pendevi allor su quella selva,

siccome or fai, che tutta la rischiari.

[vv. 1 – 5] O aggraziata (ma anche “gradita”) luna, io mi ricordo che, esattamente un anno fa (un anno fa di questi giorni, lett. si compie ora un anno), io ero solito venire (con l’animo) pieno di angoscia su questo colle a contemplarti: e tu sovrastavi quella selva (lett. stavi sospesa su quella selva), proprio come fai adesso che la illumini in tutta la sua estensione.


Ma nebuloso e tremulo dal pianto,

che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci

il tuo volto apparia, ché travagliosa

era mia vita: ed è, né cangia stile,

o mia diletta Luna…

[vv. 6 – 10] Ma il tuo volto (riferito alla luna) appariva velato e tremolante ai miei occhi (alle mie luci: la scelta lessicale è un’eco petrarchesca), per via delle lacrime che affioravano sulle mie palpebre (sul ciglio), perché la mia esistenza era piena di dolori (travagliosa) e lo è tuttora, né cambia tenore, o mia cara luna.

…E pur mi giova

la ricordanza, e il noverar l’etate

del mio dolore. Oh come grato occorre

nel tempo giovanil, quando ancor lungo

la speme e breve ha la memoria il corso,

il rimembrar delle passate cose,

ancor che triste, e che l’affanno duri!

[vv. 10 – 16] E tuttavia mi conforta (mi giova) ricordare e rievocare accuratamente (noverar: ripercorrere con la mente) gli anni del mio dolore. Oh come torna gradito (all’animo), il ricordo delle cose passate durante la giovinezza (nel tempo giovanil), quando la speranza ha ancora un lungo corso davanti a sé e la memoria ha invece un corso breve dietro di sé (ovvero quando le speranze giovanili prevalgono sui ricordi dolorosi, quando resta ancora molto da sperare e si ha ben poco da ricordare), quand’anche queste cose siano tristi e il dolore perduri ancora. 


Appunti Correlati:

  • Solo appunti riguardanti il testo:
  • Alla luna