Parafrasi Cavalcando l’altr’ier per un cammino


DANTE ALIGHIERI

CAVALCANDO L’ALTR’IER PER UN CAMMINO

– PARAFRASI DEL TESTO –

In questo sonetto Dante traspone nell’immagine dell’incontro con Amore “pellegrino”, che si sposta da un luogo in un altro, la propria situazione sentimentale, caratterizzata dalla necessità di trasferire il proprio amore da una donna ad un’altra. Nella Vita Nuova, infatti, il testo si colloca all’indomani del trasferimento da Firenze della donna-schermo – la donna della quale Dante si è servito per tenere celato il proprio amore per Beatrice – e prefigura la necessità di una seconda donna-schermo, per ovviare al trasferimento della prima. Non a caso durante l’incontro descritto nel sonetto Amore si mostra a Dante nell’atto di portare il suo cuore da un vecchio amore (la precedente donna-schermo) ad uno nuovo (la nuova donna-schermo). La situazione dell’incontro in ambiente extracittadino richiama le ambientazioni caratteristiche del genere pastorella. L’idea del trasferimento fisico del cuore da un amore al successivo costituisce una interessante variazione sul topos del cuore dell’amante che sosta presso l’amata.


Cavalcando l’altr’ ier per un cammino,

pensoso de l’andar, che mi sgradía,

trovai Amore in mezzo de la via,

in abito legger di peregrino.

[vv. 1 – 4] Qualche giorno fa (l’altrier) mentre cavalcavo lungo un sentiero, crucciato a causa viaggio che non mi era gradito, incontrai Amore lungo la strada, in abiti umili da pellegrino.

Ne la sembianza mi parea meschino,

come avesse perduto segnoria;

e sospirando pensoso venía,

per non veder la gente, a capo chino.

[vv. 5 – 8] Egli mi si presentava dimesso nell’aspetto, come se avesse perduto il suo potere, e procedeva crucciato, sospirando, con il capo chino per non incrociare gli sguardi della gente.


Quando mi vide, mi chiamò per nome,

e disse: «Io vegno di lontana parte,

ov’era lo tuo cor per mio volere;

[vv. 9 – 11] Quando mi vide, mi chiamò per nome e (mi) disse: “Arrivo da un luogo lontano, nel quale si trovava, per mia volontà, il tuo cuore, ed ora lo sto conducendo (ossia il cuore) a servire una donna nuova (novo piacere: per metonimia, l’effetto – il piacere – per la causa – la donna che ne è fonte) ”.

e recolo a servir novo piacere».

Allora presi di lui sí gran parte,

ch’ elli disparve, e non m’accorsi come.

[vv. 12 – 14] A quel punto io provai un sentimento amoroso così forte (presi di lui – ossia di Amore – sì gran parte) che egli scomparve senza che io me ne accorgessi.


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