Parafrasi Era il giorno ch’al sol si scoloraro


FRANCESCO PETRARCA

ERA IL GIORNO CH’AL SOL SI SCOLORARO

– PARAFRASI DEL TESTO –

Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.

[vv. 1 – 4] Ricorreva il giorno in cui al sole, per la commozione del suo Creatore, si offuscarono i raggi (la perifrasi sta ad indicare che l’autore si riferisce  ad un Venerdì Santo, il giorno della morte di Cristo, alla quale il racconto evangelico fa seguire l’eclissi del sole), quando io fui catturato (dall’amore), senza che me ne difendessi (perché del tutto ignaro di essere sotto attacco), allorché i vostri begli occhi, mia signora, mi irretirono (l’apostrofe mia signora si riferisce ovviamente a Laura).


Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d’Amor: però m’andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s’incominciaro.

[vv. 5 – 8] Non credevo in quel momento di dovermi difendere dai colpi dell’amore, e perciò rimasi tranquillo, privo di sospetto; così i miei affanni cominciarono in un momento di cordoglio generale (vale a dire in un Venerdì Santo, un giorno di contrizione e di cordoglio per tutti i cristiani),

Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio et varco:

[vv. 9 – 11] L’amore mi trovò del tutto disarmato e trovò aperta la via che conduce al cuore tramite gli occhi, i quali da allora si sono trasformati in una porta e in un varco per le lacrime (tutta la terzina costituisce una evidente ripresa delle immagini dolorose della poesia di Cavalcanti).


però, al mio parer, non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l’arco.

[vv. 12 – 14] Perciò, a mio avviso, non fu onorevole da parte sua (ossia “da parte di Amore”) colpire me con una freccia mentre ero in quello stato (vale a dire “ignaro e indifeso”), e non far neppur vedere l’arco a voi (ancora rivolto a Laura), che eravate “armata” (consueto topos dell’Amor fellone: l’Amore sleale che colpisce solo il poeta e non l’amata, innescando così un sentimento non corrisposto e perciò fonte di dolore per l’innamorato).


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