Parafrasi Orfano di Giovanni Pascoli


GIOVANNI PASCOLI

ORFANO

– PARAFRASI DEL TESTO –

Lirica dall’impianto assai semplice, imperniata sulla descrizione di una scena placida e rassicurante. In questa scena un bambino, dapprima agitato, trova un sonno pacifico grazie alle cure di un’anziana donna che ne dondola la culla e intona per lui una dolce ninna nanna. Il profondo lirismo del componimento viene costruito da Pascoli sull’opposizione tra la suggestione di pacifica tranquillità evocata dai versi e la primaria impressione di tragicità che il titolo “Orfano” impone. In tale opposizione si riflette, simbolicamente, l’autentica tematica sviluppata dalla lirica, che è quella, consueta in Pascoli, dell’antitesi tra illusione e realtà (l’illusione di sicurezza e fiducia che il nido familiare crea intorno al bambino ignaro della sua condizione opposta alla crudezza della reale condizione del piccolo).


Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.

Senti: una zana dondola piano piano.

Un bimbo piange, il piccolo dito in bocca;

Canta una vecchia, il mento sulla mano.

[vv. 1 – 4] Lentamente la neve cade, cade e cade. Ascolta: una culla (zana) dondola molto lentamente. Un bambino piange, tenendo il ditino in bocca; mentre una donna anziana canta, con il mento appoggiato alla mano.

La vecchia canta: intorno al tuo lettino

C’è rose e gigli, tutto un bel giardino.

Nel bel giardino il bimbo si addormenta

La neve fiocca lenta, lenta, lenta.

[vv. 5 – 8] La donna anziana canta: e intorno alla tua culla c’è (in realtà “compare”, suggerito dal canto della donna) un bel giardino con rose e gigli. In questo giardino il bambino si può addormentare tranquillamente. La neve cade molto, molto lentamente.

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