Riassunto Canto V (5) – Inferno


INFERNO

CANTO 5

Divina Commedia – Inferno V

RIASSUNTO DEL CANTO
RIASSUNTO BREVE:

Nel canto 5 dell’Inferno Dante attraversa il secondo cerchio, dove si trovano puniti i lussuriosi, coloro che in vita si sono lasciati sopraffare dalle passioni della carne. La narrazione è articolata in 3 sequenze.

Appena entrato nel secondo cerchio Dante si trova di fronte il demonio Minosse, preposto a decretare il cerchio in cui ciascun’anima dannata deve scontare la dannazione. Dante vede le anime recarsi una dopo l’altra di fronte al demone, confessare i loro peccati, apprendere il cerchio di dannazione dal numero degli avvolgimenti della coda compiuto da Minosse e istantaneamente precipitare nel cerchio assegnato. Minosse, come ha già fatto Caronte nel canto 3, riconoscendo Dante come uomo vivo, lo esorta con parole minacciose a tornare sui suoi passi; ma Virgilio lo mette a tacere.

Terminata la scena che ha al proprio centro Minosse, inizia la seconda sequenza, nella quale il poeta descrive l’ambiente del secondo cerchio e illustra la modalità di dannazione dei lussuriosi che vi si trovano puniti. Il secondo cerchio è battuto da un vento impetuoso e incessante. Le anime dei lussuriosi si muovono nell’aria tra pianti e grida, travolte dal vento che non conosce pausa. Virgilio indica a Dante alcune anime di lussuriosi illustri: la regina Assira Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena di Sparta, Achille, Paride e Tristano. Quindi Dante esprime il desiderio di parlare con qualcuna di quelle anime, e Virgilio lo esorta a rivolgere l’invito direttamente a loro.

Appena Dante ha pronunciato la sua richiesta, due anime si staccano dal gruppo in cui si trova anche Didone e lo raggiungono: inizia qui la terza sequenza, che contiene l’episodio centrale del canto, costituito dal colloquio di Dante con Paolo e Francesca da Rimini.

L’anima di Francesca esordisce presentandosi come anima morta di morte violenta (vale a dire assassinata), quindi si dice disposta a rispondere a qualsiasi domanda che Dante vorrà porle. Prima di interrompersi, però, Francesca traccia per sommi capi la propria storia, spiegando di essere nata a Ravenna, di aver amato, corrisposta, l’anima che ora si trova al suo fianco (Paolo), e di essere stata uccisa, insieme al suo amato, per mano – Francesca lo lascia intendere in maniera velata – di un parente traditore (Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo e marito tradito di Francesca). Dante, dopo alcuni attimi di turbamento, chiede a Francesca come lei e Paolo abbiano scoperto i loro reciproci sentimenti. Francesca, con toni di intensa commozione, narra l’episodio del primo bacio tra lei e Paolo, avvenuto durante la lettura della storia dell’amore tra Lancillotto e Ginevra.

Dante, sopraffatto dalla tenerezza per i due amanti e dalla compassione per il loro impietoso destino, perde conoscenza e cade a terra

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RIASSUNTO DETTAGLIATO:

Nel canto 5 dell’Inferno Dante narra gli eventi che hanno luogo tra:

– il momento in cui egli e Virgilio escono dal Limbo e scendono nel secondo cerchio dell’Inferno;

– il momento che conclude la visita al secondo cerchio, costituito dallo svenimento che colpisce il poeta al termine del colloquio con Paolo e Francesca da Rimini.

Tutta l’azione del canto 5 si svolge all’interno del secondo cerchio, luogo in cui vengono puniti i lussuriosi, coloro che hanno commesso il peccato di essersi lasciati travolgere dalle passioni della carne.

Il contenuto del canto si suddivide in 3 grandi sequenze narrative:

– nella prima sequenza Dante descrive i momenti dell’ingresso nel secondo cerchio e dell’incontro con Minosse, il giudice infernale.

– nella seconda sequenza il poeta descrive l’ambiente del secondo cerchio e illustra la modalità di dannazione dei lussuriosi che vi si trovano puniti;

– nella terza sequenza Dante narra l’incontro che egli ha con le anime di Paolo e Francesca da Rimini, amanti adulteri uccisi dal marito tradito di Francesca, nonché fratello di Paolo.

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Versi 1- 24: Incontro con Minosse

Appena entrato nel secondo cerchio, Dante vede Minosse, demone dall’aspetto mostruoso che assolve alla funzione di “giudice infernale”.

In pochi versi (dal 7 al 15), quasi per cenni, Dante descrive come si svolge il momento del giudizio dei dannati: le anime si presentano una dopo l’altra di fronte Minosse, e confessano tutte le loro colpe. Minosse, con il numero degli avvolgimenti della propria coda, comunica il numero del cerchio nel quale ciascun’anima dovrà scontare la dannazione; quindi l’anima precipitata istantaneamente in quel cerchio.

Minosse, come ha già fatto Caronte nel canto 3, riconoscendo Dante come uomo vivo, lo esorta con parole minacciose a tornare sui suoi passi. Con perfetto parallelismo con quanto avvenuto con Caronte, anche in questo caso Virgilio interviene e azzittisce il demone, per mezzo di un lapidario accenno al volere di Dio.

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Versi 25 – 88: La dannazione dei lussuriosi

A questo punto Dante, distolta la propria attenzione da Minosse, comincia a percepire l’ambiente del secondo cerchio: il luogo è completamente buio, e vi imperversa un fragore violento, che il poeta paragona a quello prodotto dal vento in un mare in tempesta. Presto Dante comprende che a causare il fragore che sente è di fatto un turbinio impetuoso, che trascina le anime dannate con violenza, per cui esse emettono pianti e grida.

Dalla forma del tormento, il poeta capisce che quella è la dannazione dei lussuriosi, che in vita si lasciarono travolgere dalle passioni della carne ed ora sono travolti da una tempesta che non conosce pausa.

Per descrivere la triste condizione dei lussuriosi, trascinati dal vento infernale, Dante introduce due similitudini in successione.

– Nella prima il poeta paragona il movimento delle anime a quello degli storni degli uccelli, sospinti nell’aria in alterne direzioni, secondo il soffio delle correnti.

– Nella seconda similitudine, Dante paragona il movimento in fila indiana di un gruppo di anime, che si avvicinano nella sua direzione emettendo lamenti, al volo delle gru, che volano in fila intonando canti malinconici.

Nel vedere queste anime, Dante domanda a Virgilio a chi appartengano.

Virgilio fa i nomi delle più celebri tra esse, e menziona: la regina Assira Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena di Sparta, Achille, Paride e Tristano.

A questo punto Dante chiede di poter parlare con qualcuna tra le anime portate dal turbine. Virgilio acconsente, e invita il poeta a rivolgersi direttamente a loro. Perciò Dante rivolge il suo invito, e due anime si staccano dal gruppo nel quale si trova anche Didone e raggiungono il poeta.

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Versi 89 – fine: Incontro con Paolo e Francesca

Inizia qui l’incontro di Dante con Paolo e Francesca, che si svolge nella forma di un colloquio nel corso del quale a parlare saranno soltanto Dante e Francesca, mentre Paolo, sopraffatto dal pianto, si limiterà ad ascoltare ed annuire.

In apertura del suo discorso, l’anima di Francesca si presenta come anima morta di morte violenta (vale a dire assassinata), quindi si dice disposta a rispondere a qualsiasi domanda che Dante vorrà porle. Prima di interrompersi, però, Francesca traccia per sommi capi la propria storia, spiegando di essere nata a Ravenna, di aver amato, corrisposta, l’anima che ora si trova al suo fianco (Paolo), e di essere stata uccisa, insieme al suo amato, per mano – Francesca lo lascia intendere in maniera velata – di un parente traditore (Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo e marito tradito di Francesca).

Dante, dopo alcuni attimi di commozione, chiede a Francesca come si sia svolto l’innamoramento suo e di Paolo, e in che maniera essi scoprirono i loro reciproci sentimenti. Francesca, con parole piene di commozione, narra l’episodio del primo bacio tra lei e Paolo, avvenuto durante la lettura della storia dell’amore tra Lancillotto e Ginevra (narrata nel romanzo arturiano “Lancillotto del Lago”, di Chretien de Troyes).

Dante, sopraffatto dalla tenerezza per i due amanti e dalla compassione per il loro impietoso destino, perde conoscenza e cade a terra.

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