Traduzione Basil Hallward


OSCAR WILDE

BASIL HALLWARD

da THE PICTURE OF DORIAN GRAY – CHAPTER 1

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Nel brano Basil Hallward, tratto dal capitolo 1 del romanzo The Picture of Dorian Gray, è riportata una conversazione che ha luogo tra il pittore Basil Hallward – autore del ritratto che dà il nome al romanzo – e Lord Henry Wotton, il carismatico personaggio dalle idee spregiudicate che, nel seguito del romanzo, influenzerà Dorian al punto da trasformarlo, poco a poco, nell’incarnazione vivente del suo modo di pensare. La conversazione si svolge nello studio di Basil e il tema del dialogo è per l’appunto il ritratto di Dorian Gray, ancora montato su un cavalletto all’interno dell’atelier, ed oggetto di punti di vista divergenti tra Basil e Lord Wotton.

La prima parte del brano contiene l’accurata descrizione dell’ambiente e dell’atmosfera che fanno da sfondo alla conversazione. La descrizione riflette il gusto tipicamente decadente per il dettaglio sensuale: ricchissima di dati percettivi che si dispongono su tutti i piani sensoriali, la prosa della descrizione presenta una tessitura del discorso assolutamente “poetica”, in cui si riflette l’ideale decadente di “prosa lirica” o “prosa d’arte”.

Terminata la descrizione, comincia il dialogo tra Basil Hallward e Lord Wotton. Nel corso della conversazione, Lord Henry celebra il lavoro compiuto da Basil Hallward nel ritrarre Dorian Gray, ed invita il pittore ad esibire il quadro nella galleria d’arte londinese di Grosvenor, al fine di ricavarne fama e notorietà. Basil però si dichiara perplesso dall’idea, e suggerisce di non volere che quel ritratto sia mostrato, adducendo come motivazione una particolare volontà di discrezione e uno speciale legame personale con quell’opera.

La conversazione tra i due personaggi da un lato definisce, sul piano psicologico, il personaggio di Lord Henry, nella chiave di figura carismatica e capace di pensieri sottili e acuti, dall’altro diffonde intorno al dipinto di Basil un alone di straordinarietà e di mistero, preparando il lettore al successivo corso degli eventi.


TRADUZIONE

The studio was filled with the rich odour of roses, and when the light summer wind stirred amidst the trees of the garden, there came through the open door the heavy scent of the lilac, or the more delicate perfume of the pink-flowering thorn.

Lo studio era pervaso dell’intenso odore delle rose, e quando il tenue vento estivo mosse leggermente gli alberi del giardino, giunse, attraverso la porta aperta, il profumo forte del lillà, oppure la fragranza, più delicata, del biancospino dai fiori rosa.


From the corner of the divan of Persian saddle-bags on which he was lying, smoking, as was his custom, innumerable cigarettes, Lord Henry Wotton could just catch the gleam of the honey-sweet and honey-coloured blossoms of a laburnum, whose tremulous branches seemed hardly able to bear the burden of a beauty so flamelike as theirs;

Dall’angolo del divano di gualdrappe persiane (saddle-bags: “tasche o bisacce per la sella”) sul quale stava sdraiato, fumando – com’era sua abitudine – innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton riusciva ad intravedere (catch) a stento (just) il luccichìo dei fiori di un laburno, dolci e colorati come il miele, i cui rami tremolanti sembravano a fatica in grado di sostenere il peso di una bellezza così “fiammeggiante” com’era la loro;


and now and then the fantastic shadows of birds in flight flitted across the long tussore-silk curtains that were stretched in front of the huge window, producing a kind of momentary Japanese effect, and making him think of those pallid, jade-faced painters of Tokyo who, through the medium of an art that is necessarily immobile, seek to convey the sense of swiftness and motion.

e di tanto in tanto, bizzarre ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta ruvida (ossia: “grezza”) che erano tese davanti all’enorme finestra, provocando una sorta di momentaneo effetto “giapponese”, e ricordando a Lord Henry (lett. “facendogli pensare a”) quei pallidi pittori di Tokio dal volto di giada, i quali, attraverso un’arte (lett.  “attraverso lo strumento di un’arte”) che è necessariamente immobile, si sforzano  di trasmettere  il senso della rapidità e del movimento.


The sullen murmur of the bees shouldering their way through the long unmown grass, or circling with monotonous insistence round the dusty gilt horns of the straggling woodbine, seemed to make the stillness more oppressive.

Il cupo ronzio (murmur: “brusio”) delle api, che si aprivano la strada attraverso l’erba alta, non tagliata, oppure che giravano con monotona insistenza intorno ai polverosi stami (horns: “corni”) dorati della vite sparsa (ossia: “irregolare”), sembrava rendere quell’immobilità più opprimente.

The dim roar of London was like the bourdon note of a distant organ.

L’indistinto frastuono (roar: “ruggito, boato”) di Londra era come la nota bassa di un organo lontano.


In the centre of the room, clamped to an upright easel, stood the full-length portrait of a young man of extraordinary personal beauty, and in front of it, some little distance away, was sitting the artist himself, Basil Hallward, whose sudden disappearance some years ago caused, at the time, such public excitement and gave rise to so many strange conjectures.

Al centro della stanza, fissato ad un cavalletto verticale, stava il ritratto a figura intera di un giovane uomo di straordinaria bellezza e, di fronte ad esso, poco lontano, stava seduto l’artista in persona, Basil Hallward, la cui improvvisa scomparsa, alcuni anni fa, causò, in quel periodo, una sorta di agitazione pubblica, e diede origine a molte strane congetture.


As the painter looked at the gracious and comely form he had so skillfully mirrored in his art, a smile of pleasure passed across his face, and seemed about to linger there.

Mentre il pittore osservava la forma graziosa e attraente che aveva così abilmente rappresentato (mirrored, lett.: “riflesso, rispecchiato”) nella sua pittura, un sorriso di compiacimento  attraversò il suo volto e sembrò attardarvisi (ossia “e sembrò fermarsi su di esso per qualche istante”).


But he suddenly started up, and closing his eyes, placed his fingers upon the lids, as though he sought to imprison within his brain some curious dream from which he feared he might awake.

Ma egli (Basil Hallward), all’improvviso, balzò in piedi e, chiudendo gli occhi, si pose le dita sulle palpebre (lids), come se cercasse di imprigionare all’interno della sua mente (brain: “cervello”) qualche sogno curioso dal quale temeva di potersi risvegliare.


“It is your best work, Basil, the best thing you have ever done” said Lord Henry languidly. “You must certainly send it next year to the Grosvenor. The Academy is too large and too vulgar.

“È la vostra opera migliore, Basil, la cosa migliore che abbiate mai fatto”, disse Lord Henry languidamente. “L’anno prossimo dovete assolutamente mandarla da Grosvenor (Grosvenor era ed è tuttora una importante galleria d’arte londinese). L’Accademia è troppo grande e troppo volgare.

Whenever I have gone there, there have been either so many people that I have not been able to see the pictures, which was dreadful, or so many pictures that I have not been able to see the people, which was worse. The Grosvenor is really the only place.”

Ogni volta che ci sono andato, o c’erano così tante persone che non sono riuscito a vedere i quadri – il che era orribile – o così tanti quadri che non sono riuscito a vedere le persone, il che era peggio. Grosvenor è davvero l’unico posto”.


“I don’t think I shall send it anywhere” he answered, tossing his head back in that odd way that used to make his friends laugh at him at Oxford. “No, I won’t send it anywhere.”

“Non penso che lo manderò da nessuna parte”, rispose (Basil), scuotendo la testa all’indietro in quel modo eccentrico che lo faceva deridere dai suoi compagni (lett.: “che faceva ridere di lui i suoi compagni”) a Oxford. “No, non lo manderò da nessuna parte”.


Lord Henry elevated his eyebrows and looked at him in amazement through the thin blue wreaths of smoke that curled up in such fanciful whorls from his heavy, opium-tainted cigarette.

Lord Henry sollevò le sue sopracciglia e lo guardò con sorpresa attraverso i sottili anelli di fumo blu che si arricciavano (to curl up: “arricciarsi, raggomitolarsi”) in così elaborate spirali, dalla sua forte sigaretta intinta d’oppio.


“Not send it anywhere? My dear fellow, why? Have you any reason? What odd chaps you painters are! You do anything in the world to gain a reputation. As soon as you have one, you seem to want to throw it away.

“Non lo mandate da nessuna parte? Mio caro amico (lett. fellow: “compagno”), perché? Avete qualche ragione (precisa)? Che strani individui siete, voi pittori! Fate qualsiasi cosa al mondo per farvi (to gain: “ottenere, guadagnare”) una reputazione. Poi, appena ve ne siete fatta una (lett.: “appena ne avete una”), sembra che vogliate disfarvene.


“It is silly of you, for there is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.

“È sciocco da parte vostra, perché c’è solo una cosa al mondo peggiore del fatto che si parli di noi, ed è che non si parli di noi (lett: “c’è solo una cosa peggiore dell’essere chiacchierato, ed è il non essere chiacchierato”).


A portrait like this would set you far above all the young men in England, and make the old men quite jealous, if old men are ever capable of any emotion.”

Un ritratto come questo vi collocherebbe (set) ben al di sopra di tutti i giovani in Inghilterra e renderebbe i vecchi assolutamente invidiosi, se i vecchi sono capaci di una qualche emozione”.


“I know you will laugh at me” he replied, “but I really can’t exhibit it. I have put too much of myself into it”. Lord Henry stretched himself out on the divan and laughed. “Yes, I knew you would; but it is quite true, all the same.”

“So che riderete di me” replicò Basil Hallward, “ma davvero non posso esporlo. Ci ho messo dentro troppo di me stesso”. Lord Henry si stese sul divano e rise. “Sapevo che avreste riso; ma è l’assoluta verità, in ogni caso”.

“Too much of yourself in it! Upon my word, Basil, I didn’t know you were so vain; and I really can’t see any resemblance between you, with your rugged strong face and your coal-black hair, and this young Adonis, who looks as if he was made out of ivory and rose-leaves.

“Troppo di voi! Parola d’onore, Basil, non sapevo che foste così vanitoso; e io davvero non riesco a vedere alcuna somiglianza tra voi, con il vostro volto segnato e duro, e i capelli (color) nero carbone, e questo giovane Adone (Adone, nella mitologia greca, era un giovane amato addirittura dalla dea Afrodite per la sua straordinaria bellezza), che sembra fatto d’avorio e di petali di rosa.


“Why, my dear Basil, he is a Narcissus, and you… well, of course you have an intellectual expression and all that. But beauty, real beauty, ends where an intellectual expression begins. Intellect is in itself a mode of exaggeration, and destroys the harmony of any face.

“Perché, mio caro Basil, egli è un Narciso mentre voi … bene, voi avete senz’altro un’espressione intelligente e tutto il resto. Ma la bellezza, la vera bellezza, finisce dove inizia un’espressione intelligente (intellectual: “intellettuale”). L’intelligenza (intellect: “intelletto, ragione, mente”) è di per sé una forma di eccesso (nel senso di “è un elemento di disarmonia e di sproporzione” ), e rovina l’armonia di qualsiasi volto.


The moment one sits down to think, one becomes all nose, or all forehead, or something horrid. Look at the successful men in any of the learned professions. How perfectly hideous they are!

Nel momento in cui uno si siede a pensare, diventa tutto naso, o tutta fronte, o qualcosa di spaventoso. Guardate gli uomini di successo in una qualsiasi delle professioni erudite. Quanto sono completamente “brutti”!”.


Appunti Correlati: