Traduzione Catherine’s death


ERNEST HEMINGWAY

CATHERINE’S DEATH

da A FAREWELL TO ARMS – CHAPTER 41

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Al piano di sopra incontrai l’infermiera che scendeva nell’atrio (dell’ospedale).

“Vi ho appena telefonato in albergo,” disse. Qualcosa dentro di me crollò.

“Cosa c’è che non va?”

“La signora Henry ha avuto un’emorragia”.

“Posso entrare?”

“No, non ancora. C’è il dottore con lei”.

“È pericoloso?”

“È molto pericoloso”. L’infermiera entrò nella stanza e chiuse la porta. Io sedetti fuori, nell’atrio. Tutto era finito dentro di me. Non pensavo. Non riuscivo a pensare. Sapevo che stava per morire e pregai che non morisse.

Non lasciarla morire.

Oh, Dio, per favore, non lasciarla morire.

Farò ogni cosa per te, se tu non la lascerai morire.

Ti prego, ti prego, ti prego, caro Dio, non lasciarla morire.

Caro Dio, non lasciarla morire.

Ti prego, ti prego, ti prego, non lasciarla morire.

Dio, ti prego, fa che lei non muoia.

Farò tutto quello che dici, se non la lasci morire.

Hai preso il bambino, ma non lasciar morire lei.

È stato tutto giusto, ma non lasciarla morire.

Ti prego, ti prego, caro Dio, non lasciarla morire.

L’infermiera aprì la porta, e con il dito mi fece cenno di avvicinarmi. La seguii nella stanza. Catherine non alzò lo sguardo quando entrai. Mi avvicinai al capezzale del letto. Il dottore era in piedi vicino al letto. Catherine mi guardò e sorrise. Mi curvai sul letto e incominciai a piangere.

“Povero caro,” disse Catherine molto dolcemente. Appariva di colore cereo.

“Stai bene, Cat,” dissi. “Starai benissimo”.

“Sto per morire,” disse; poi aspettò e disse, “Lo odio”.

Le presi la mano. “Non toccarmi,” disse. Io lasciai la sua mano. Sorrise. “Povero caro. Toccami finché vuoi”.

“Starai bene, Cat. So che starai bene”.

“Volevo scriverti una lettera da avere se fosse successo qualcosa, ma non l’ho fatto”.

“Vuoi che chiami un prete o qualcuno che venga e ti veda?”.

“Solo tu,” disse. Poi, poco dopo, “Non ho paura. E solo che lo odio” (ossia: “è solo che mi fa arrabbiare”).

“Non dovete parlare così tanto,” disse il dottore.

“Va bene,” disse Catherine.

“Vuoi che faccia qualcosa, Cat? Posso portarti qualcosa?” Catherine sorrise, “No”. Poi un po’ più tardi, “Non farai le nostre cose (ossia: “quello che facevamo noi”) con un’altra ragazza, o (non) dirai le stesse cose, vero?”.

“Mai”.

“Io voglio che tu abbia delle ragazze, però”.

“Io non voglio loro”.

“Voi state parlando troppo,” disse il dottore. “Il signor Henry deve uscire. Può ritornare di nuovo più tardi. Voi non state per morire. Non dovete fare la sciocca”.

“Va bene,” disse Catherine. “Verrò e starò con te di notte,” disse lei.

Era molto difficile parlare per lei. “Per favore, andate fuori dalla stanza,” disse il dottore. “Voi non potete parlare”. Catherine mi sbatté gli occhi, con il viso cereo. “Starò proprio qui fuori,” dissi.

“Non preoccuparti, caro,” disse Catherine. “Non ho per niente paura. È solo uno sporco scherzo”.

“Mia cara, dolce e coraggiosa”.

Aspettai fuori nell’atrio. Aspettai per lungo tempo. L’infermiera venne alla porta e mi raggiunse. “Ho paura che la signora Henry stia molto male,” disse. “Ho paura per lei”.

“È morta?”

“No, ma è incosciente”.

Pare che avesse un’emorragia dopo l’altra. Non riuscirono a fermare la cosa. Entrai nella stanza e restai con Catherine finché morì. Fu incosciente tutto il tempo, e non ci volle molto tempo perché morisse.

[…]

Mi avvicinai alla porta della stanza. “Non può entrare, adesso,” disse una delle infermiere. “Sì, posso,” dissi io.

“Non può ancora entrare”.

“Vada via lei,” dissi. “E anche quell’altra”.

Ma dopo che le ebbi fatte uscire, e chiuso la porta e spento la luce, non servì a niente. Fu come salutare una statua. Dopo un po’ uscii, lasciai l’ospedale e ritornai indietro all’albergo, sotto la pioggia.


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