Traduzione Clarissa’s party


VIRGINIA WOOLF

CLARISSA’S PARTY

da MRS DALLOWAY

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Ma che cosa veniva in mente ai Bradshaws di parlare di morte alla sua festa? Un giovane uomo si era ucciso. E loro ne parlavano al suo party – i Bradshaws parlavano di morte. Si era ucciso – ma come? Sempre, quando le parlavano di un incidente all’improvviso, lei lo riviveva sulla propria pelle (lett.: “Sempre il suo corpo ci passava attraverso, all’inizio, quando le si parlava, improvvisamente, di un incidente”); il suo vestito prendeva fuoco, il suo corpo bruciava. Si era gettato da una finestra. Immediatamente era balenato il terreno; le punte arrugginite lo trapassavano e lo ferivano. Lui che giace lì con un tonfo, un tonfo, un tonfo nel suo cervello, e poi un grande oscurità lo soffoca (lett.: “e poi il soffocamento dell’oscurità”). Così lei immaginava la cosa (ossia: “la scena”). Ma perché aveva compiuto quel gesto? E i Bradshaws ne parlavano alla sua festa!

Lei, una volta, aveva lanciato uno scellino nel Serpentine (il Serpentine è il laghetto che si trova all’interno di Hyde Park, a Londra), niente di più. Ma lui aveva gettato via tutto. Loro continuavano a vivere (lei avrebbe voluto tornare indietro; le sale erano ancora affollate; la gente continuava ad arrivare). Loro – per tutto il giorno lei era stata a fantasticare su Bourton, e Peter e Sally (Bourton è il nome della casa in cui Clarissa Dalloway è cresciuta, Peter e Sally sono due suoi cari amici) – … loro sarebbero invecchiati. C’era una cosa che contava; una cosa, avviluppata in parole vane, sfigurata, oscurata nella sua vita, lasciata cadere ogni giorno nella corruzione, nelle bugie, nelle chiacchiere. Questo lui l’aveva preservato. La morte era un atto di sfida. La morte era un tentativo di comunicazione, poiché le persone avvertono l’impossibilità di raggiungere la meta che, misticamente, è sfuggita loro; quella cosa vicinissima che si è allontanata; l’estasi svanita; e si è rimasti soli. C’era un abbraccio nella morte. Ma quel giovane uomo che si era ucciso – si era forse immerso (nella morte) tenendo (stretti a sé) i suoi tesori? “Se il momento di morire fosse ora, sarebbe la perfetta felicità” (si tratta di una citazione dall’Otello di Shakespeare) aveva detto un giorno a sé stessa, mentre scendeva, (vestita) di bianco.

E poi c’erano i poeti e i pensatori. Supponiamo che egli avesse avuto quella passione e fosse andato da Sir William Bradshaw, un grande medico, e tuttavia, agli occhi di lei, malvagio in maniera oscura, senza vizi di sesso o lussuria, estremamente gentile con le donne, ma capace di certi indescrivibili oltraggi – di violentarvi l’anima, proprio così – se quel giovane uomo fosse andato da lui, e Sir William lo avesse suggestionato, in quella maniera, con la sua potenza, come avrebbe potuto egli non dire – e lei sentiva che era così – la Vita è intollerabile; rendono la vita intollerabile, uomini di tal genere?

E poi (lei l’aveva percepito soltanto quella mattina) c’era il terrore; l’opprimente incapacità, poiché i genitori di ciascuno la rimettono nelle mani di ciascuno; questa vita, da essere vissuta fino alla fine, da essere percorsa con serenità; c’era, nel profondo del cuore, una paura atroce. Anche ora, abbastanza spesso, se Richard non fosse stato lì (vicino) a leggere il Times, così che lei poteva rannicchiarsi come un uccello, e gradualmente rianimarsi, esaltarsi in un’incommensurabile letizia, bruciando fiammifero dopo fiammifero, una cosa con un’altra, lei sarebbe dovuta essere già morta. Lei si era salvata. Ma quel giovane si era ucciso.

In qualche modo era la sua rovina – la sua disgrazia. Era la sua punizione vedere scomparire qui un uomo, là una donna, in quella profonda oscurità, e (vedere) sé stessa costretta a dover restare lì, nel suo vestito da sera. Lei aveva tramato, aveva rubacchiato. Non era mai stata del tutto esemplare. Aveva desiderato il successo, – (l’amicizia di) Lady Bexborough e tutto il resto (lett.: “e il resto di quello”). E una volta aveva camminato sulla terrazza a Bourton.

Strano, incredibile; non era mai stata così felice. Niente avrebbe potuto essere abbastanza lento; nulla avrebbe potuto durare troppo a lungo. Nessun piacere poteva eguagliare – lei pensò mentre raddrizzava le poltrone, mentre spingeva un libro sullo scaffale – quest’aver chiuso con i trionfi della giovinezza, una volta che lei stessa si era persa nel processo della vita, per ritrovarlo, con un fremito di gioia, quando sorgeva il sole, quando il giorno finiva. Lei era andata a Bourton molte volte, mentre tutti loro stavano parlando, a guardare il cielo; oppure l’aveva visto tra le spalle delle persone a cena; l’aveva visto a Londra, quando non riusciva a dormire. Andò alla finestra.

C’era, per quanto ridicola fosse quell’idea, qualcosa di lei in esso, in questo cielo di campagna, questo cielo sopra Westminster. Lei scostò le tende; guardò. Oh, ma quant’era sorprendente! – nella stanza di fronte la vecchia signora guardava dritto verso di lei! Stava per andare a letto. E il cielo. Sarà un cielo solenne, aveva pensato, sarà un cielo cupo che volge le guance nella bellezza. Invece era là – cinereo, percorso velocemente da grandi nuvole affusolate. Era nuovo agli occhi di lei. Il vento doveva essersi alzato. Lei (la vecchia signora) stava andando a letto, nella stanza di fronte. Era affascinante osservarla muoversi in giro, quella vecchia signora, attraversare la stanza, avvicinarsi alla finestra. Poteva vederla? Era affascinante, con la gente che ancora rideva e parlava a voce alta nella sala, osservare quella vecchia donna andare del tutto tranquillamente a letto sola. Ora lei chiuse le persiane. L’orologio cominciò a suonare le ore. Il giovane uomo si era ucciso; ma lei non lo compativa; con l’orologio che suonava le ore, una, due, tre, lei non lo compiangeva, mentre tutto andava avanti. Ecco! La vecchia signora aveva spento il suo lume! L’intera casa era buia adesso, e tutto andava avanti, lei ripeté, e le tornarono in mente le parole: “Non temere più l’ardore del sole (si tratta di una citazione dall’opera Cymbeline di Shakespeare). Doveva tornare da loro (dai suoi ospiti). Ma che notte straordinaria! Lei si sentiva in qualche modo molto simile a lui – il giovane che si era ucciso. Era contenta che lui lo avesse fatto; buttato via la vita, mentre loro continuavano a vivere. L’orologio stava suonando. I circoli plumbei si dissolsero nell’aria. Ma lei doveva ritornare. Doveva riunirsi agli altri. Doveva trovare Sally e Peter. E dal salottino entrò lì dentro.


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