Traduzione How can you control memory?


GEORGE ORWELL

HOW CAN YOU CONTROL MEMORY?

da 1984 – PART 3, CHAPTER 2

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Without any warning except a slight movement of O’Brien’s hand, a wave of pain flooded his body. It was a frightening pain, because he could not see what was happening, and he had the feeling that some mortal injury was being done to him.

Senza alcun preavviso, all’infuori di un leggero movimento della mano di O’Brien, un’ondata di dolore attraversò il suo corpo (il corpo di Winston). Era un dolore terrificante, perché lui non poteva vedere che cosa stesse succedendo, ed aveva l’impressione che gli si stesse infliggendo qualche ferita mortale.


He did not know whether the thing was really happening, or whether the effect was electrically produced; but his body was being wrenched out of shape, the joints were being slowly torn apart. Although the pain had brought the sweat out on his forehead, the worst of all was the fear that his backbone was about to snap. He set his teeth and breathed hard through his nose, trying to keep silent as long as possible.

Non sapeva se la cosa stesse accadendo realmente o se quella sensazione fosse prodotta dall’elettricità; ma il suo corpo veniva dilaniato, le giunture venivano lentamente lacerate. Sebbene il dolore gli avesse irrorato la fronte di sudore (lett.: “Sebbene il dolore avesse portato il sudore fuori sulla sua fronte”), la cosa peggiore di tutto era la paura che gli si stesse per spezzare la spina dorsale. Strinse i denti e inspirò profondamente attraverso il naso, cercando di restare in silenzio il più a lungo possibile.


‘You are afraid,’ said O’Brien, watching his face, ‘that in another moment something is going to break. Your especial fear is that it will be your backbone. You have a vivid mental picture of the vertebrae snapping apart and the spinal fluid dripping out of them. That is what you are thinking, is it not, Winston?’ Winston did not answer. O’Brien drew back the lever on the dial. The wave of pain receded almost as quickly as it had come.

“Tu hai paura” disse O’Brien guardando il suo viso “che da un momento all’altro qualcosa si stia per spezzare. La tua paura più grande è che possa essere la spina dorsale. Hai una chiara immagine mentale delle vertebre che si staccano l’una dall’altra, e del midollo spinale che sprizza fuori da esse. È questo che stai pensando, non è vero Winston?”. Winston non rispose. O’Brien tirò di nuovo indietro la leva sul quadrante. L’ondata di dolore si ritirò all’incirca con la stessa rapidità con cui era venuta.


‘That was forty,’ said O’Brien. ‘You can see that the numbers on this dial run up to a hundred. Will you please remember, throughout our conversation, that I have it in my power to inflict pain on you at any moment and to whatever degree I choose? If you tell me any lies, or attempt to prevaricate in any way, or even fall below your usual level of intelligence, you will cry out with pain, instantly. Do you understand that?’. ‘Yes,’ said Winston.

“Era a quaranta” disse. “Puoi vedere che i numeri su questo quadrante salgono fino a cento. Ricorderesti, per favore, nel corso della nostra conversazione, che ho il potere di infliggerti dolore in ogni momento, e a qualsiasi intensità io scelga? Se mi dirai delle bugie o cercherai di essere evasivo in qualche modo, e se anche scenderai al di sotto del tuo livello abituale di intelligenza (ossia: “o se anche farai finta di non capire”), griderai di dolore, all’istante. Lo capisci?”. “Sì” rispose Winston.

O’Brien’s manner became less severe. He resettled his spectacles thoughtfully, and took a pace or two up and down. When he spoke his voice was gentle and patient. He had the air of a doctor, a teacher, even a priest, anxious to explain and persuade rather than to punish.

I modi di O’Brien divennero meno severi. Si risistemò gli occhiali con aria pensosa, poi fece qualche passo avanti e indietro. Quando parlò, la sua voce fu gentile e paziente. Aveva l’aria di un dottore, di un insegnante, addirittura di un prete, ansioso di spiegare e di persuadere, più che di punire.


‘I am taking trouble with you, Winston,’ he said, ‘because you are worth trouble. You know perfectly well what is the matter with you. You have known it for years, though you have fought against the knowledge. You are mentally deranged. You suffer from a defective memory. You are unable to remember real events and you persuade yourself that you remember other events which never happened. Fortunately it is curable. You have never cured yourself of it, because you did not choose to.

“Mi sto dando pena per te, Winston” disse, “perché tu lo meriti. Sai perfettamente qual è il tuo problema. Lo hai saputo per anni, anche se hai lottato contro la consapevolezza. Sei mentalmente sconvolto. Soffri a causa di una memoria vacillante. Sei incapace di ricordare eventi reali, e ti convinci di ricordare altri eventi che non sono mai accaduti. Per fortuna è una cosa curabile. Tu non ti sei mai curato perché non hai mai deciso di farlo.


There was a small effort of the will that you were not ready to make. Even now, I am well aware, you are clinging to your disease under the impression that it is a virtue. Now we will take an example. At this moment, which power is Oceania at war with?’. When I was arrested, Oceania was at war with Eastasia.’ ‘With Eastasia. Good. And Oceania has always been at war with Eastasia, has it not?’

C’era da fare un piccolo sforzo di volontà che non eri ancora pronto a fare. Anche adesso, ne sono ben consapevole, ti stai aggrappando alla tua malattia, sotto l’illusione che si tratti di una virtù. Ora ne avremo un esempio. In questo momento con quale potenza è in guerra l’Oceania?”.  “Quando sono stato arrestato, l’Oceania era in guerra con l’Estasia”. “Con l’Estasia, esatto. E l’Oceania è stata sempre in guerra con l’Estasia, non è vero?”.


Winston drew in his breath. He opened his mouth to speak and then did not speak. He could not take his eyes away from the dial. ‘The truth, please, Winston. Your truth. Tell me what you think you remember.’ ‘I remember that until only a week before I was arrested, we were not at war with Eastasia at all. We were in alliance with them. The war was against Eurasia. That had lasted for four years. Before that –‘ O’Brien stopped him with a movement of the hand.

Winston trattenne il respiro. Aprì la bocca per parlare, ma poi non parlò. Non riusciva a distogliere gli occhi dal quadrante. “La verità, Winston, per cortesia. La tua verità. Dimmi quello che credi di ricordare”. “Ricordo che appena una settimana prima che fossi arrestato, non eravamo affatto in guerra con l’Estasia. Eravamo in alleanza con loro. La guerra era contro l’Eurasia. Ciò era durato per quattro anni. Prima …”. O’Brien lo interruppe con un cenno della mano.


‘Another example,’ he said. ‘Some years ago you had a very serious delusion indeed. You believed that three men, three onetime Party members named Jones, Aaronson, and Rutherford men who were executed for treachery and sabotage after making the fullest possible confession — were not guilty of the crimes they were charged with.

“Un altro esempio” disse. “Alcuni anni fa hai avuto un’allucinazione molto grave. Hai creduto che tre uomini, tre ex membri del Partito di nome Jones, Aaronson e Rutherford – uomini che furono giustiziati per tradimento e sabotaggio dopo aver reso piena confessione, non fossero colpevoli dei crimini per i quali erano stati accusati.

You believed that you had seen unmistakable documentary evidence proving that their confessions were false. There was a certain photograph about which you had a hallucination. You believed that you had actually held it in your hands. It was a photograph something like this.’

Hai creduto di aver visto chiare prove documentate che dimostravano che le loro confessioni erano false. Ci fu una certa fotografia in merito alla quale tu avesti un’allucinazione. Credesti di averla veramente avuta fra le mani. Era una foto più o meno come questa”.


An oblong slip of newspaper had appeared between O’Brien’s fingers. For perhaps five seconds it was within the angle of Winston’s vision. It was a photograph, and there was no question of its identity. It was the photograph.

Una striscia oblunga di giornale era apparsa fra le dita di O’Brien. Per cinque secondi circa rimase nell’angolo visivo di Winston. Era una fotografia e non c’erano dubbi sulla sua identità: era quella fotografia. […]


All he wanted was to hold the photograph in his fingers again, or at least to see it. ‘It exists!’ he cried. ‘No,’ said O’Brien. He stepped across the room. There was a memory hole in the opposite wall. O’Brien lifted the grating. Unseen, the frail slip of paper was whirling away on the current of warm air; it was vanishing in a flash of flame. O’Brien turned away from the wall.

Tutto ciò che voleva era stringere quella fotografia tra le dita ancora una volta, o almeno vederla. “Esiste!” gridò. “No” disse O’Brien. Attraversò la stanza. Nella parete di fronte vi era un buco della memoria. O’Brien sollevò la grata. Non vista (ossia: “Senza che Winston la vedesse”), la fragile striscia di carta stava fluttuando via, su una corrente d’aria calda; stava scomparendo nella vampata di una fiamma. O’Brien ritornò dal muro.


‘Ashes,’ he said. ‘Not even identifiable ashes. Dust. It does not exist. It never existed.’ ‘But it did exist! It does exist! It exists in memory. I remember it. You remember it.’ ‘I do not remember it,’ said O’Brien. Winston’s heart sank. That was doublethink. He had a feeling of deadly helplessness. If he could have been certain that O’Brien was lying, it would not have seemed to matter. But it was perfectly possible that O’Brien had really forgotten the photograph.

“Ceneri” disse, “e per giunta ceneri che non è possibile identificare. Polvere. Non esiste. Non è mai esistita”. “Ma esisteva! Esiste! Esiste nella memoria. Io la ricordo. Anche tu la ricordi”. “Io non la ricordo” disse O’Brien. Il cuore di Winston sprofondò. Quello era bi-pensiero. Aveva una sensazione di mortale impotenza. Se anche avesse potuto essere certo che O’Brien stesse mentendo, sembrava che la cosa non avrebbe avuto comunque importanza, ma era perfettamente possibile che O’Brien avesse davvero dimenticato la fotografia.


And if so, then already he would have forgotten his denial of remembering it, and forgotten the act of forgetting. How could one be sure that it was simple trickery? Perhaps that lunatic dislocation in the mind could really happen: that was the thought that defeated him.

In tal caso, egli avrebbe potuto aver dimenticato di aver negato di ricordarla, e dimenticato anche l’atto del dimenticare. Come si poteva essere certi che fosse solo un inganno? Forse quel disturbo folle nella mente poteva realmente accadere: era questo il pensiero che lo sconfiggeva (ossia: “che lo faceva dubitare di tutto”).

O’Brien was looking down at him speculatively. More than ever he had the air of a teacher taking pains with a wayward but promising child. ‘There is a Party slogan dealing with the control of the past,’ he said. ‘Repeat it, if you please.’ ‘”Who controls the past controls the future: who controls the present controls the past,”‘ repeated Winston obediently.

O’Brien lo stava guardando dall’alto in basso con aria pensosa. Aveva più che mai l’aria di un insegnante che aveva un bel da fare con un bambino caparbio, ma promettente.  “C’è è uno slogan del Partito che riguarda il controllo del passato”, disse. Ripetilo, per cortesia”. “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato” ripeté Winston, con atteggiamento obbediente.


‘”Who controls the present controls the past,”‘ said O’Brien, nodding his head with slow approval. ‘Is it your opinion, Winston, that the past has real existence?’ Again the feeling of helplessness descended upon Winston. His eyes flitted towards the dial. He not only did not know whether ‘yes’ or ‘no’ was the answer that would save him from pain; he did not even know which answer he believed to be the true one.

“Chi controlla il presente controlla il passato” disse O’ Brien, scuotendo il capo con lenta approvazione. “Sei dell’idea, Winston, che il passato abbia un’esistenza concreta?”. Su Winston calò nuovamente quella sensazione d’impotenza. Gli occhi si volsero verso il quadrante. Non solo non sapeva se la risposta che gli avrebbe evitato il dolore fosse “sì” o “no”; ma non sapeva neanche quale risposta egli credesse essere la risposta giusta.


O’Brien smiled faintly. ‘You are no metaphysician, Winston,’ he said. ‘Until this moment you had never considered what is meant by existence. I will put it more precisely. Does the past exist concretely, in space? Is there somewhere or other a place, a world of solid objects, where the past is still happening?’

O’Brien sorrise debolmente. “Non sei un metafisico, caro Winston” disse. “Fino a questo momento non hai mai considerato che cosa si intenda per esistenza. Lo esprimerò in termini più precisi. Il passato esiste concretamente, nello spazio? Esiste da qualche parte, un luogo, un mondo di oggetti solidi nel quale il passato stia ancora accadendo?”.


‘No.’ ‘Then where does the past exist, if at all?’ ‘In records. It is written down.’ ‘In records. And –?’ ‘In the mind. In human memories.’ ‘In memory. Very well, then. We, the Party, control all records, and we control all memories. Then we control the past, do we not?’

“No”. “E allora dove esiste il passato, ammesso che esista?”. “Nei documenti. Si trova messo per iscritto.” “Nei documenti. E …?” “Nella mente, nei ricordi degli uomini”. “Nella memoria. Molto bene, allora. Noi, il Partito, controlliamo tutti i documenti e controlliamo i ricordi, pertanto controlliamo il passato. Non è così?”.


‘But how can you stop people remembering things?’ cried Winston again momentarily forgetting the dial. ‘It is involuntary. It is outside oneself. How can you control memory? You have not controlled mine!’ O’Brien’s manner grew stern again. He laid his hand on the dial. ‘On the contrary,’ he said, ‘you have not controlled it. That is what has brought you here. You are here because you have failed in humility, in self-discipline.

“Ma come potete fermare le persone dal ricordare le cose?” gridò di nuovo Winston, dimenticandosi per un attimo del quadrante. “È un atto involontario. È fuori dal controllo dell’individuo. Come potete controllare la memoria? La mia non l’avete controllata!”. L’atteggiamento di O’Brien si fece di nuovo severo. Appoggiò la mano sul quadrante.  “Al contrario” disse “Sei tu che non l’hai controllata, ed è ciò che ti ha portato qui. Tu ti trovi qui perché hai sbagliato nell’umiltà, nell’autodisciplina.


You would not make the act of submission which is the price of sanity. You preferred to be a lunatic, a minority of one. Only the disciplined mind can see reality, Winston. You believe that reality is something objective, external, existing in its own right. You also believe that the nature of reality is self-evident. When you delude yourself into thinking that you see something, you assume that everyone else sees the same thing as you.

Non hai voluto compiere l’atto di sottomissione che è il prezzo della sanità mentale. Hai preferito essere un pazzo, una minoranza composta da un unico individuo. Solo la mente disciplinata può vedere la realtà, Winston. Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, che abbia un’esistenza autonoma. Credi per giunta che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso col pensare di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu.


But I tell you, Winston, that reality is not external. Reality exists in the human mind, and nowhere else. Not in the individual mind, which can make mistakes, and in any case soon perishes: only in the mind of the Party, which is collective and immortal. Whatever the Party holds to be the truth, is truth. It is impossible to see reality except by looking through the eyes of the Party. That is the fact that you have got to relearn, Winston. It needs an act of self-destruction, an effort of the will. You must humble yourself before you can become sane.’

Ma io ti dico, Winston, che la realtà non esiste all’esterno. La realtà esiste solo nella mente dell’uomo, e in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che può commettere errori e in ogni caso perisce presto: solo nella mente del Partito, che è collettiva e immortale. Tutto ciò che il Partito ritiene che sia la verità, è la verità. Non è possibile vedere la realtà se non guardando attraverso gli occhi del Partito. Il che è la cosa che tu devi imparare da capo, Winston. E ciò richiede un atto di autodistruzione, uno sforzo di volontà. Prima che tu possa diventare sano di mente, devi umiliare te stesso”.


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