Traduzione letterale Ambitio e avaritia si diffondono sotto la dittatura di Silla


SALLUSTIO

AMBITIO E AVARITIA SI DIFFONDONO SOTTO LA DITTATURA DI SILLA

– DE CATILINAE CONIURATIONE 11 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1

Ora, all’inizio più che l’avidità, affliggeva gli animi degli uomini l’ambizione, un difetto che tuttavia era piuttosto vicino ad una virtù.

Ma

Sed

all’inizio

primo

più

magis

dell’avidità

quam avaritia

affliggeva

exercebat

gli animi

animos

degli uomini

hominum

l’ambizione,

ambitio,

un difetto

vitium

che

quod (nesso relativo)

tuttavia

tamen

era

erat

piuttosto vicino

propius

ad una virtù.

virtutem.

ANALISI:
1. “Sed” ad inizio frase in Sallustio non ha quasi mai valore avversativo, ma è un semplice connettivo.
2. “Propius” è comparativo assoluto di “prope”.

Par. 2

Infatti l’uomo probo e l’uomo inetto desiderano allo stesso modo per sé stessi la gloria, una carica pubblica, un ruolo di comando: ma il primo si sforza per la giusta via, il secondo, poiché a lui mancano le qualità adatte, lotta per mezzo di inganni e per mezzo di raggiri.

Infatti

Nam

l’uomo probo

bonus

e

et

l’uomo inetto

ignavos (→ ignavus)

desiderano

exoptant

allo stesso modo

aeque

per sé stessi

sibi (dativo di vantaggio)

la gloria,

gloriam,

una carica pubblica,

honorem,

un ruolo di comando:

imperium:

ma

sed

il primo

ille (riferito a bonus)

si sforza

nititur

per la giusta via,

vera via

il secondo, poiché a lui

huic quia (→ hic quia ei)

mancano

desunt

le qualità adatte,

bonae artes,

lotta

contendit

per mezzo di inganni

dolis (ablativo strumentale)

e

atque

per mezzo di raggiri.

fallaciis (ablativo strumentale).

ANALISI:
1. “Nititur” è voce del verbo deponente “nitor”.
2. “Vera via” è un complemento di moto per luogo, che, nel caso di parole come “via, sentiero, porta, etc.” va in caso ablativo semplice.
3. “Desunt”, come molti dei composti di “sum” tra i quali rientra, si costruisce con il dativo, ed infatti qui regge “huic”.
4. “Quia desunt” è una proposizione causale con il verbo all’indicativo presente.

Par. 3

L’avidità porta in sé il desiderio di denaro, (cosa) che nessun uomo saggio ha (mai) desiderato; essa (l’avidità), come imbevuta di un veleno nocivo, rammollisce il corpo e l’animo dell’uomo, è sempre smisurata, insaziabile, e non si riduce né con la ricchezza, né con la povertà.

L’avidità

Avaritia

ha in sé

habet

il desiderio

studium

di denaro,

pecuniae,

(cosa) che

quam

nessun

nemo

uomo saggio

sapiens

ha (mai) desiderato.

concupivit.

Essa (“l’avidità”),

Ea

come

quasi

imbevuta

inbuta

di veleni nocivi,

malis venenis,

rammollisce

effeminat

il corpo

corpus

e l’animo

animumque

dell’uomo;

virilem;

è

est

sempre

semper

smisurata,

infinita,

insaziabile,

insatiabilis,

e non

neque

si riduce

minuitur

con la ricchezza

copia (ablativo strumentale)

neque

con la povertà.

inopia (ablativo strumentale).

Par. 4
Ebbene, dopo che L. Silla, una volta conquistato lo Stato grazie alle armi, nonostante gli inizi positivi, ebbe ottenuto esiti nefasti, tutti rapinavano, rubavano, chi desiderava una casa e chi desiderava dei terreni, e i vincitori non avevano né misura, né moderazione, e commettevano contro i cittadini azioni scellerate e crudeli.

Ebbene,

Sed,

dopo che

postquam

L. Silla,

L. Sulla,

una volta conquistato lo Stato

recepta re publica (ablativo assoluto con valore temporale)

grazie alle armi,

armis (ablativo di mezzo),

nonostante gli inizi positivi

initiis bonis

ebbe ottenuto

habuit

esiti nefasti,

eventus malos,

tutti

omnes

rapinavano,

rapere, (infinito storico)

rubavano,

trahere, (infinito storico)

uno

alius

desiderava

cupere (infinito storico)

una casa,

domum,

un altro

alius

desiderava

sottinteso

terreni,

agros,

e i vincitori

victores

(non) avevano

habere (infinito storico)

neque

misura,

modum,

neque

moderazione,

modestiam,

e commettevano

facere (infinito storico)

contro i cittadini

in civis (→ in cives)

azioni

facinora

scellerate

foeda

e crudeli.

crudeliaque.

ANALISI:
1. “Postquam habuit” è una proposizione temporale con il verbo all’indicativo perfetto.

Par. 5

A ciò si aggiungeva che Lucio Silla, contrariamente alla regola degli antenati, aveva trattato lussuosamente e con troppa generosità l’esercito che aveva comandato in Asia, al fine di renderlo fedele a sé. I luoghi ridenti e ricchi di piaceri avevano facilmente rammollito gli animi agguerriti dei soldati in ozio.

A ciò

Huc (avverbio di moto a luogo)

si aggiungeva

accedebat

che

quod

L. Silla,

L. Sulla,

contrariamente alla regola degli antenati,

contra morem maiorum,

aveva trattato

habuerat

lussuosamente

luxuriose

e in maniera troppo generosa

nimisque liberaliter

l’esercito

exercitum

che

quem

aveva comandato

ductaverat

in Asia,

in Asia,

al fine di

quo

renderlo

faceret

fedele

fidum

a sé.

sibi.

I luoghi

Loca

ridenti

amoena,

e ricchi di piaceri

voluptaria

avevano rammollito

molliverant

facilmente

facile

gli animi

animos

agguerriti

ferocis (→ feroces)

dei soldati

militum

in ozio.

in otio.

ANALISI:
1. “Accedebat quod” introduce una proposizione dichiarativa all’indicativo piuccheperfetto (“habuerat”).
2. “Quo”, sebbene non compaiano comparativi come richiederebbe l’uso classico, introduce una proposizione finale con il verbo al congiuntivo imperfetto (“faceret”).

Par. 6

Allora, per la prima volta, l’esercito del popolo romano prese l’abitudine di amoreggiare, di bere, di ammirare statue, dipinti e vasi cesellati, di sottrarre quelle cose sia in ambito privato, sia in ambito pubblico, di depredare i templi, di contaminare tutte le cose sacre e profane.

Allora,

Ibi

per la prima volta,

Primum

l’esercito

exercitus

del popolo romano

populi Romani

prese l’abitudine

insuevit

di amoreggiare,

amare,

di bere,

potare,

di ammirare

mirari

statue,

signa,

dipinti,

tabulas pictas,

vasi cesellati,

vasa caelata

di sottrarre

rapere

quelle cose

ea

sia in ambito privato

privatim

sia in ambito pubblico,

et publice,

di depredare

spoliare

i templi,

delubra,

di contaminare

polluere

tutte le cose

omnia

sacre

sacra

e profane.

profanaque.

Par. 7

Pertanto quei soldati, dopo che ebbero conseguito la vittoria, non fecero rimanere niente ai vinti. Infatti le circostanze favorevoli mettono alla prova (persino) gli animi degli uomini saggi: figurarsi se quelli avrebbero potuto mettere un freno alla vittoria, una volta che i costumi erano stati corrotti.

Pertanto

Igitur

quei

ei

soldati,

milites,

dopo che

postquam

ebbero conseguito

adepti sunt

la vittoria,

victoriam,

non fecero

fecere (→ fecerunt)

rimanere niente

nihil reliqui

ai vinti.

victis.

Infatti

Quippe

le circostanze favorevoli

secundae res

mettono alla prova

fatigant

persino

sottinteso

gli animi

animos

degli uomini saggi,

sapientium,

figurarsi se quelli avrebbero potuto mettere un freno

ne illi temperarent

alla vittoria,

victoriae (dativo richiesto da tempero),

una volta che (ormai) i costumi erano stati corrotti.

moribus corruptis (ablativo assoluto con valore temporale).

ANALISI:
1. “Postquam adepti sunt” è una proposizione temporale con il verbo all’indicativo perfetto passivo.
2. “Fecerunt nihil reliqui” è una costruzione con il genitivo partitivo dipendente da “nihil”, letteralmente sarebbe “non fecero niente di restante”.
3. “Ne temperarent” è un congiuntivo indipendente potenziale del passato, e pertanto è al tempo imperfetto.

Appunti Correlati: