Traduzione letterale Cesare e Catone a confronto: il punto di vista di Sallustio


SALLUSTIO

CESARE E CATONE A CONFRONTO: IL PUNTO DI VISTA DI SALLUSTIO

– DE CATILINAE CONIURATIONE 54 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1
Dunque essi (Cesare e Catone) ebbero pressoché uguali condizione di nascita, età ed eloquenza; (ebbero) pari grandezza d’animo e allo stesso modo (pari) gloria, ma diversa per l’uno e l’altro.

Dunque

Igitur

essi ebbero

eis fuere (→ fuerunt; dativo di possesso)

pressoché

prope

uguali

aequalia (concordanza al neutro perché riferito a soggetti di genere diverso)

condizione di nascita,

genus,

età,

aetas,

eloquenza;

eloquentia;

(essi ebbero)

(sottinteso eis fuerunt)

pari

par

grandezza

magnitudo

d’animo,

animi,

e allo stesso modo

item

(pari) gloria,

gloria,

ma

sed

diversa

alia (nominativo, riferito a gloria)

per l’uno e per l’altro.

alii.

Par. 2

Cesare era ritenuto grande per le concessioni e per la generosità, Catone per l’integrità della vita. Quello (Cesare) era diventato famoso per l’affabilità e per la clemenza, a questi (a Catone) aveva conferito autorevolezza il rigore morale.

Cesare

Caesar

era ritenuto

habebatur

grande

magnus (predicativo del soggetto)

per le concessioni

beneficiis (ablativo di causa)

e

ac

per la generosità,

munificentia (ablativo di causa),

Catone

Cato

per l’integrità

integritate (ablativo di causa)

della vita.

vitae.

Quello (Cesare)

Ille

era diventato

factus (sottinteso erat)

famoso

clarus (predicativo del soggetto)

per l’affabilità

mansuetudine (ablativo di causa)

e

et

per la clemenza,

misericordia (ablativo di causa),

a questi (a Catone)

huis

aveva conferito

addiderat

autorevolezza

dignitatem

il rigore morale.

severitas.

Par. 3

Cesare raggiunse la gloria con il donare, l’aiutare, il perdonare, Catone non facendo nessuna concessione. Nell’uno dei due c’era il rifugio per gli sventurati, nell’altro la rovina per i malvagi. Del primo era lodata la socievolezza, del secondo la fermezza.

Cesare

Caesar

raggiunse

adeptus est

la gloria

gloriam

con il donare,

dando (l’ablativo del gerundio ha valore di complemento di mezzo),

con l’aiutare,

sublevando (l’ablativo del gerundio ha valore di complemento di mezzo),

con il perdonare,

ignoscendo (l’ablativo del gerundio ha valore di complemento di mezzo),

Catone

Cato

(non) accordando

largiundo (→ largiendo; l’ablativo del gerundio ha valore di complemento di mezzo)

nulla.

nihil.

Nell’uno dei due

In altero

c’era

erat

il rifugio

perfugium

per gli sventurati,

miseris (dativo di vantaggio),

nell’altro dei due

in altero

la rovina

pernicies

per i malvagi.

malis (dativo di vantaggio).

Del primo

Illius

era lodata

laudabatur

la socievolezza,

facilitas,

del secondo

huius

la fermezza.

constantia.

Par. 4

Infine Cesare si era riproposto nell’animo di faticare, di vegliare, di trascurare i propri affari applicandosi a quelli degli amici, di non negare alcunché che fosse degno di donazione (ossia: “nulla che fosse degno di essere offerto in dono”); per sé ambiva a un grande potere, un esercito, una guerra nuova, dove il (suo) valore potesse mettersi in luce.

Infine

Postremo

Cesare

Caesar

si era riproposto

induxerat

nell’animo

in animum

di faticare,

laborare,

di vegliare,

vigilare,

di trascurare

neglegere

i propri interessi

sua

applicandosi

intentus (si costruisce con l’ablativo)

agli affari

negotiis

degli amici,

amicorum,

di (non) negare

denegare

nulla

nihil

che

quod

fosse

esset

degno

dignum

di donazione (ossia: “di essere donato”);

dono (ablativo richiesto da dignum);

per sé

sibi (dativo di vantaggio)

desiderava

exoptabat

un grande potere,

magnum imperium,

un esercito,

exercitum,

una guerra nuova,

bellum novom (→ novum)

dove

ubi

potesse

posset

mettersi in luce

enitescere

il (suo) valore.

virtus.

Par. 5

Invece Catone aveva la passione della modestia, del decoro, ma soprattutto della severità.

Invece

At

Catone aveva

Catoni erat (dativo di possesso)

la passione

studium

della modestia,

modestiae,

del decoro,

decoris,

ma

sed

soprattutto

maxume

della severità.

severitatis.

Par. 6

Gareggiava non in ricchezza con il ricco, né in potere con il politico, bensì in valore con il valoroso, in decoro col modesto, in moderazione con l’onesto. Preferiva essere buono, piuttosto che sembrarlo; in questo modo, quanto meno cercava la gloria, tanto più (la gloria) seguiva lui.

Gareggiava

Certabat

non

non

nelle ricchezze

divitiis (ablativo di limitazione)

con il ricco,

cum divite,

neque

in potere

factione (ablativo di limitazione)

con il politico,

cum factioso,

bensì

sed

con il valoroso

cum strenuo

in valore,

virtute (ablativo di limitazione),

col modesto

cum modesto

in decoro,

pudore (ablativo di limitazione),

con l’onesto

cum innocente

in moderazione.

abstinentia (ablativo di limitazione).

Preferiva

Malebat

essere

esse

piuttosto che

quam (introduce il secondo termine di paragone)

sembrare

videri

buono;

bonus;

in questo modo,

ita,

quanto meno

quo minus

cercava

petebat

la gloria,

gloriam,

tanto più

eo magis

(la gloria)

(sottinteso gloria)

seguiva

assequebatur

lui.

illum.

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