Traduzione letterale I complici di Catilina


SALLUSTIO

I COMPLICI DI CATILINA

– DE CATILINAE CONIURATIONE 14 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1

In una città tanto grande e tanto corrotta, Catilina, cosa che era facilissima a farsi, aveva attorno a sé le schiere di tutti gli uomini corrotti e i criminali, a guisa di guardie del corpo.

In una città

In civitate

tanto grande

tanta

e tanto corrotta,

tamque corrupta,

Catilina,

Catilina,

cosa

id

che

quod

era

erat

facilissima

facillumum (→ facillimum)

a farsi,

factu (supino passivo)

aveva

habebat

attorno a sé

circum se

le schiere

catervas

di tutte

omnium

le malefatte

flagitiorum

e

atque

di tutti

sottinteso

i crimini,

facinorum,

a guisa di guardie del corpo.

tamquam stipatorum.

ANALISI:
1. “Falgitiorum” e “facinorum” sono due metonimie, indicando “le malefatte” i malfattori, e “i crimini” i criminali.

Par. 2
Infatti qualunque svergognato, adultero, scialacquatore aveva sperperato i beni paterni con il gioco, con la gozzoviglia o con la lussuria, e chiunque aveva accumulato un grande debito, per porre rimedio, con esso, ad un atto infamante o ad un delitto,

Infatti

Nam

qualunque

quicumque

svergognato,

inpudicus,

adultero,

adulter,

scialacquatore

ganeo,

aveva sperperato

laceraverat

i beni

bona

paterni

patria

con il gioco,

manu (ablativo di mezzo),

con la gozzoviglia,

ventre (ablativo di mezzo),

o con la lussuria,

pene (ablativo di mezzo),

chiunque

quique

aveva accumulato

conflaverat

un grande

grande

debito,

aes alienum

per mezzo del quale

quo

riparare

redimeret

ad un’infamia

flagitium

o

aut

ad un delitto,

facinus,

ANALISI:
1. “Quo” introduce una proposizione relativa impropria che ha valore finale, con il verbo al congiuntivo imperfetto “redimeret”.

Par. 3
e poi tutti i parricidi di ogni dove, i sacrileghi, i condannati nei processi o coloro che temevano un processo a causa delle loro azioni, e inoltre quelli che la mano o la lingua sostentava con il sangue dei cittadini o con la falsa testimonianza (ossia: “quelli che si sostentavano con i pagamenti che ricevevano per rilasciare false testimonianze nei processi o per compiere azioni violente contro qualcuno”), insomma tutti coloro che erano tormentati da qualche infamia, dal bisogno o dal rimorso, essi erano gli amici e i compagni di Catilina.

e poi

praeterea

tutti

omnes

i parricidi

parricidae

di ogni dove,

undique,

i sacrileghi,

sacrilegi,

i condannati

convicti

nei processi

iudiciis

o

aut

coloro che temevano

timentes (participio sostantivato)

un processo

iudicium

a causa delle (loro) azioni,

pro factis,

e inoltre

ad hoc

quelli che

quos

la mano

manus

o

atque

la lingua

lingua

sostentava

alebat

con la falsa testimonianza

periurio (ablativo di mezzo)

o

aut

con il sangue

sanguine (ablativo di mezzo)

dei cittadini (lett.: “civile”),

civili,

insomma

postremo

tutti

omnes

coloro che

quos

un’infamia,

flagitium,

il bisogno

egestas,

o il rimorso

conscius animus

tormentava,

exagitabat

essi

ei

erano

erant

gli amici

proxumi (→ proximi)

e i compagni

familiaresque

di Catilina.

Catilinae.

Par. 4

Per cui, se qualcuno, pur esente da colpa, era incappato nella sua amicizia, costui, per mezzo della frequentazione quotidiana e per mezzo delle lusinghe, veniva facilmente reso pari e somigliante a tutti gli altri.

Per cui

Quod

se

si

qualcuno,

quis

pur

etiam

esente

vacuus

da colpa,

a culpa (complemento di privazione)

era incappato

inciderat

nell’amicizia

in amicitiam

di lui,

eius,

costui,

sottinteso

con la frequentazione

usu (ablativo di mezzo)

quotidiana

cotidiano

e

atque

con le lusinghe,

illecebris (ablativo di mezzo),

veniva reso

efficiebatur

facilmente

facile

pari

par

e somigliante

similisque

a tutti gli altri.

ceteris.

ANALISI:
1. “Si” introduce un periodo ipotetico della realtà, con il verbo all’indicativo piuccheperfetto “inciderat”.
2. “A culpa” è un ablativo di privazione retto dall’aggettivo “vacuus”.
3. “Par” e “similsque” sono due complementi predicativi del soggetto “quis”.

Par. 5

Ma (Catilina) ricercava in particolar modo la compagnia (lett.: “le compagnie”) dei giovani; i loro animi, ancora teneri e instabili, venivano conquistati non difficilmente per mezzo di inganni.

Ma

Sed

Catilina

sottinteso

ricercava

adpetebat

in particolar modo

maxume (→ maxime)

le compagnie

familiaritates

dei giovani;

adulescentium;

i loro

eorum

animi,

animi

ancora

etiam

teneri

molles

e

et

instabili,

fluxi

venivano conquistati

capiebantur

non difficilmente

haud difficulter

per mezzo di inganni.

dolis (ablativo di mezzo).

Par. 6

Infatti, a seconda di come il desiderio di ciascuno ardeva in base all’età, egli ad alcuni offriva piaceri, ad altri comprava cani e cavalli, non badava insomma né alla spesa, né al proprio onore, pur di renderli soggetti e fedeli a sé.

Infatti,

Nam

Catilina,

sottinteso

a seconda di come

ut

il desiderio

studium

di ciascuno

cuiusque

ardeva

flagrabat

in base all’età,

ex aetate

ad alcuni

aliis

offriva

praebere (infinito storico)

piaceri,

scorta,

ad altri

aliis

comprava

mercari (infinito storico)

cani

canes

e

atque

cavalli,

equos,

insomma

postremo

(non) badava

parcere (infinito storico)

neque

alla spesa

sumptui (dativo richiesto da parco)

neque

al proprio onore,

suae modestiae (dativo richiesto da parco)

purché

dum

rendesse

faceret

quelli

illos

sottomessi

obnoxios

e fedeli

fidosque

a sé.

sibi.

ANALISI:
1. “Ut” introduce una proposizione modale con il verbo “flagrabat” all’indicativo imperfetto.
2. Il verbo “parcere” si costruisce con il dativo della cosa, ed infatti qui regge i dativi “sumptui” e “suae modestiae”.
3. “Dum faceret” è una proposizione ipotetica restrittiva con il verbo al congiuntivo imperfetto.
4. “Obnoxios” e “fidosque” sono due complementi predicativi dell’oggetto.

Par. 7

So che ci furono alcuni che pensavano così: che la gioventù che frequentava la casa di Catilina aveva poco riguardo per il pudore; però questa voce circolava più (per deduzione) da altri fatti che perché la cosa risultasse nota ad alcuno (ossia: “si credeva questa cosa più per deduzione che sulla base di prove certe”).

So

Scio

che ci furono

fuisse

alcuni

nonnullos

che

qui

pensavano

existumarent (→ exisistimarent)

così:

ita:

che la gioventù

iuventum,

che

quae

frequentava

frequentabat

la casa

domum

di Catilina

Catilinae,

trattasse

habuisse

in maniera poco riguardosa

parum honeste

il pudore;

pudicitiam

però

sed

questa

haec

voce

fama

aveva credito

valebat

da altri fatti

ex aliis rebus (complemento di origine)

più che

magis quam

perché

quod

ciò

id

risultasse

foret (→ esset)

noto

compertum

ad alcuno.

cuiquam.

ANALISI:
1. Da “scio” dipende la successiva infinitiva oggettiva con il verbo all’infinito perfetto “fuisse”. “Fuisse” regge a sua volta una proposizione relativa con il verbo al congiuntivo imperfetto “existumarent”, nella quale il congiuntivo che ha valore caratterizzante. “Existimarent”, infine, regge la successiva infinitiva oggettiva epesegetica con il verbo all’infinito perfetto “habuisse”.
2. “Quod” introduce una proposizione causale con sfumatura ipotetica, per cui non ha il verbo all’indicativo, bensì al congiuntivo imperfetto (“foret”).

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