Traduzione letterale In che cosa l’uomo si distingue dagli animali


SALLUSTIO

IN CHE COSA L’UOMO SI DISTINGUE DAGLI ANIMALI

– DE CATILINAE CONIURATIONE 1 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1

È bene che tutti gli uomini, che desiderano essere superiori a tutti gli altri esseri viventi, si adoperino con il massimo sforzo per non trascorrere la vita sotto silenzio come le bestie, che la natura plasmò prone ed obbedienti al ventre.

È bene che

Decet

tutti

omnis (→ omnes)

gli uomini,

homines

i quali

qui

desiderano

student

che loro

sese

siano superiori

praestare

a tutti gli altri

ceteris

esseri viventi,

animalibus

si adoperino

niti

con il massimo sforzo

summa ope (complemento di modo)

per non

ne

trascorrere

transeant

la vita

vitam

sotto silenzio

silentio (complemento di modo)

come

veluti

le bestie

pecora

che

quae

la natura

natura

plasmò

finxit

prone

prona

ed

atque

obbedienti

oboedientia

al ventre.

ventri.

ANALISI:
1. “Decet” si costruisce con l’accusativo e l’infinito, ed infatti qui regge l’accusativo “omnes homines” e l’infinito presente deponente “niti”.
2. Da “student” dipende la successiva infinitiva oggettiva con il verbo all’infinito presente “praestare”.
3. “ne … transeant” è una proposizione finale negativa con il verbo al congiuntivo presente “transeant”.
4. “Prona” e “oboedentia” sono predicativi dell’oggetto “quae”.

Par. 2

Ora, la nostra forza è tutta collocata nell’animo e nel corpo; noi ci serviamo maggiormente del comando dell’animo e dell’esecuzione del corpo; noi abbiamo l’uno in comune con gli dei, e l’altro (in comune) con gli animali.

Ora,

Sed

la nostra

nostra

forza

vis

è

est

tutta

omnis

collocata

sita

nell’animo

in animo

e

et

nel corpo;

(in) corpore;

noi ci serviamo

utimur

maggiormente

magis

del comando

imperio (ablativo richiesto da utor)

dell’animo

animi

e dell’esecuzione

servitio (ablativo richiesto da utor)

del corpo;

corporis;

noi abbiamo

nobis est (dativo di possesso)

l’uno

alterum

in comune

commune

con gli dei,

cum dis,

e l’altro

alterum

in comune

sottinteso

con gli animali.

cum beluis.

ANALISI:
1. “Sed” ad inizio frase in Sallustio non ha quasi mai valore avversativo, ma è un semplice connettivo.
2. “Utor” rientra tra i verbi che si costruiscono con l’ablativo, ed infatti qui regge gli ablativi “imperio” e “servitio”.
3. “Nobis est” è un dativo di possesso.
4. “Commune” è un predicativo del soggetto “alterum”.

Par. 3
Per questo, a me sembra più corretto ricercare la gloria con i mezzi della mente piuttosto che (con i mezzi) delle forze fisiche, e, dal momento che la vita stessa della quale godiamo è breve, (mi sembra più corretto) rendere quanto più possibile lungo il ricordo di noi.

Per questo,

Quo

a me

mihi

sembra

videtur

più corretto

rectius

ricercare

quaerere

la gloria

gloriam

con i mezzi

opibus (ablativo di mezzo)

della mente

ingeni

piuttosto che

quam

con i mezzi

sottinteso

delle forze fisiche,

virium,

e,

et,

dal momento che

quoniam

la vita

vita

stessa

ipsa

della quale

qua (ablativo richiesto da fruor)

godiamo

fruimur

è

est,

breve,

brevis

mi sembra più corretto

sottinteso

rendere

efficere

quanto più possibile

quam maxume (→ maxime)

lungo

longam

il ricordo

memoriam

di noi.

nostri.

ANALISI:
1. “Mihi videtur”, con il dativo “mihi” della persona a cui sembra e gli infiniti “quaerere” ed “efficere”, è una costruzione impersonale di “videor”, giustificata dalla presenza dell’aggettivo neutro “rectius”.
2. “Con i mezzi” sottinteso è un caso di quella che si chiama “comparatio compendiaria”.
3. “Quoniam … est” è una proposizione causale all’indicativo.
4. “Fruor” rientra tra i verbi che si costruiscono con l’ablativo, ed infatti qui regge l’ablativo “qua”.
5. “Nostri” è il genitivo proprio del pronome personale di prima plurale, mentre “nostrum” è il genitivo partitivo.

Par. 4
Infatti il vanto della ricchezza e della bellezza è effimero e fragile, il valore si mantiene nobile ed eterno.

Infatti

Nam

il vanto

gloria

della ricchezza

divitiarum

e

et

della bellezza

formae

è

est

effimero

fluxa

e

atque

fragile,

fragilis,

il valore

virtus

si mantiene

habetur

nobile

clara

ed eterno.

aeternaque.

Par. 5
Eppure, tra gli esseri umani c’è stata per lungo tempo una grande disputa: se un’impresa militare progredisse di più grazie alla forza del corpo oppure grazie al valore dell’animo.

Eppure,

Sed

tra gli esseri umani

inter mortalis (→ mortales)

c’è stata

fuit

per lungo tempo

diu

una grande

magnum

disputa:

certamen:

se

ne

un’impresa militare

res militaris

progredisse

procederet

di più

magis

grazie alla forza

vi (ablativo di mezzo)

del corpo

corporis

oppure

an

grazie al valore

virtute (ablativo di mezzo)

dell’animo.

animi.

ANALISI:
1. “Ne” introduce una proposizione interrogativa indiretta disgiuntiva con il verbo al congiuntivo imperfetto “procederet”.

Par. 6
Infatti, da una parte c’è bisogno di riflessione prima che tu cominci (un’impresa), dall’altra c’è bisogno di un’azione eseguita rapidamente, una volta che tu abbia riflettuto (la seconda persona dei verbi “incipias” e “consulueris” si deve al fatto che si tratta di “tu” generico impersonale).

Infatti,

Nam

da una parte,

et

c’è bisogno

opus est

di riflessione

consulto (ablativo richiesto da opus est)

prima che

prius quam

tu cominci

incipias

qualcosa

sottinteso

dall’altra,

et

c’è bisogno

sottinteso

di un’azione eseguita

facto (ablativo richiesto da opus est)

rapidamente

mature

una volta che

ubi

tu abbia riflettuto.

consulueris

ANALISI:
1. “Opus est” rientra tra i costrutti che richiedono l’ablativo, ed infatti qui regge gli ablativi “consulto” e “facto”.
2. “Priusquam incipias” è una proposizione temporale con il verbo al congiuntivo perché ha valore eventuale, esprime cioè un’azione ipotetica. Il congiuntivo è presente perché l’eventualità è nel presente.
3. “Ubi consulueris” è una proposizione temporale con il verbo al congiuntivo perché ha valore eventuale, esprime cioè un’azione ipotetica. Il congiuntivo è perfetto perché l’eventualità è nel passato (“dopo che …”).

Par. 7
Infatti, poiché ciascuna delle due cose è carente da sola, l’una ha bisogno dell’aiuto dell’altra.

Infatti,

Ita

poiché ciascuna delle due cose è carente

indigens utrumque

da sola,

per se

l’una

alterum

ha bisogno

eget

dell’aiuto

auxilio (ablativo di privazione richiesto da egeo)

dell’altra.

alterius.

ANALISI:
1. “Indigens” è un participio presente congiunto con valore di proposizione causale.
2. “Egeo” rientra tra i verbi che si costruiscono con l’ablativo di privazione, ed infatti qui regge l’ablativo “auxilio”.

Appunti Correlati: