Traduzione letterale La denuncia di Cicerone


SALLUSTIO

LA DENUNCIA DI CICERONE

– DE CATILINAE CONIURATIONE 29 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1
Quando quelle cose vennero riferite a Cicerone, egli, preoccupato dal duplice pericolo, dato che non poteva difendere ulteriormente la città dalle insidie con la sua iniziativa privata, né aveva abbastanza chiaro quanto grande e di che avviso fosse l’esercito di Manlio, riferisce al Senato la cosa, già da tempo chiacchierata dai pettegolezzi della gente.

Quando

Cum

quelle cose

ea

furono riferite

nuntiarentur

a Cicerone

Ciceroni

(egli)

(sottinteso is)

preoccupato

permotus

dal duplice pericolo,

ancipiti malo (ablativo di causa efficiente),

dato che

quod

non

neque

poteva

poterat

difendere

tueri

ulteriormente

longius

la città

urbem

dalle insidie

ab insidiis (complemento di allontanamento)

con un’iniziativa

consilio (ablativo strumentale)

privata,

privato,

neque

aveva

habebat

abbastanza

satis

chiaro

compertum

quanto grande

quantus

o

aut

di che avviso

quo consilio

fosse

foret (→ esset)

l’esercito

exercitus

di Manlio,

Manli,

riferisce

refert

al Senato

ad senatum

la cosa,

rem,

già

iam

da tempo

antea

chiacchierata

exagitatam

dai pettegolezzi

rumoribus (ablativo di causa efficiente)

della gente.

volgi (→ vulgi).

ANALISI:
1. “Permotus” è un participio attributivo riferito al soggetto sottinteso “egli”.
2. “Exagitatam” è un participio attributivo riferito a “rem”.

Par. 2
E così, cosa che generalmente avviene in una situazione molto grave, il senato decretò che i consoli si adoperassero affinché lo Stato non subisse qualche danno.

E così,

Itaque,

cosa che

quod

generalmente

plerumque

avviene

solet

in una situazione

in negotio

molto grave,

atroci,

il senato

senatus

decretò

decrevit

che i consoli

consules

si adoperassero

darent operam

affinché

ne

lo Stato

res publica

non subisse

caperet

un qualche

quid

danno.

detrimenti (genitivo partitivo dipendente da quid).

Par. 3

In base al costume Romano, a un magistrato viene assegnato per opera del senato siffatto enorme potere: preparare un esercito, fare guerra, costringere all’obbedienza (coercere) con tutti i mezzi gli alleati e i cittadini, esercitare il supremo comando militare e civile sia in condizioni di pace, sia in condizioni di guerra; diversamente, senza l’ordine del popolo, il console non ha il diritto di alcuna di tali cose.

In base al costume Romano,

More Romano (complemento di conformità),

a un magistrato

magistratui (dativo di vantaggio)

viene assegnato,

permittitur,

per opera del senato,

per senatum (complemento di mezzo),

siffatto

ea

enorme

maxuma (→ maxima)

potere:

potestas:

preparare

parare

un esercito,

exercitum,

fare

gerere

guerra,

bellum,

costringere all’obbedienza

coercere

con tutti i mezzi

omnibus modis (ablativo strumentale)

gli alleati

socios

e

atque

i cittadini,

civis,

esercitare

habere

il supremo

summum

comando militare

imperium

e

atque

civile

iudicium

sia in condizioni di pace

domi

che in condizioni di guerra;

militiaeque;

diversamente,

aliter

senza l’ordine

sine iussu

del popolo,

populi

il console (non) possiede

consuli est (dativo di possesso)

il diritto

ius

di nessuna

nullius

di tali

earum

cose.

rerum.

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