Traduzione letterale Un congiurato particolare: Quinto Curio


SALLUSTIO

UN CONGIURATO PARTICOLARE: QUINTO CURIO

– DE CATILINAE CONIURATIONE 23 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Par. 1

Ebbene, in quella congiura ci fu Quinto Curio, nato da famiglia tutt’altro che umile, macchiatosi di infamie e di delitti, che i censori avevano rimosso dal Senato per indegnità.

Ebbene,

Sed

in quella congiura

in ea coniuratione

ci fu

fuit

Quinto Curio,

Q. Curius,

nato

natus

da famiglia

loco (complemento di origine)

non

haud

umile,

obscuro,

macchiato

coopertus

da infamie

flagitiis

e

atque

da delitti,

facinoribus,

che

quem

i censori

censores

avevano rimosso

moverant (→ amoverant)

dal Senato

senatu (ablativo di allontanamento)

per indegnità.

probri gratia (complemento di causa).

ANALISI:
1. “Sed” in principio di periodo non ha quasi mai, in Sallustio, funzione avversativa, ma è un semplice connettivo.
2. “Haud oscuro loco” è un ablativo di origine.
3. “Coopertus” è un participio attributivo riferito a “Curius”.
4. “Senatu” è un ablativo di allontanamento, retto dal verbo di allontanamento “moveo”.
5. “Probri gratia” è un modo particolare di rendere il complemento di causa che in latino ricorre quando la causa dell’azione corrisponde al suo scopo.

Par. 2

In quest’uomo c’era una vanità non inferiore all’impudenza; non teneva per sé le cose che aveva udito, egli stesso non nascondeva i suoi crimini: insomma, non riteneva di alcun peso né il parlare, né l’agire.

In questo

Huic

uomo

homini

c’era

inerat

una vanità

vanitas

non inferiore

non minor

all’impudenza;

quam audacia;

non

neque

teneva per sé

reticere (infinito storico),

le cose che

quae

aveva udito,

audierat,

lui stesso

ipse

non

neque

nascondeva

occultare (infinito storico),

i suoi

suamet

crimini,

scelera,

insomma

prorsus

(non) riteneva

habebat

di alcun peso

quicquam pensi

neque

il parlare,

dicere,

neque

l’agire.

facere.

ANALISI:
1. “Inerat” è un composto di “sum”, e come gli altri composti di “sum” regge il dativo (“huic homini”).
2. “Suamet” è la forma rafforzata dell’aggettivo possessivo sua, con il suffisso rafforzativo –met.
3. “Pensi” è un genitivo partitivo retto da “quicquam”.

Par. 3

Egli aveva una vecchia relazione illecita con Fulvia, donna nobile; dal momento che a costei era diventato meno caro, poiché a causa dell’indigenza poteva elargire meno, riprendendo d’un tratto a millantare, cominciò a prometterle mari e monti e a minacciarla di tanto in tanto con la spada se non era accondiscendente con lui: cominciò, insomma, a comportarsi più violentemente di quanto era solito.

Egli aveva

Erat ei (dativo di possesso)

una vecchia

vetus

relazione

consuetudo

di adulterio

stupri

con Fulvia,

cum Fulvia,

una donna

muliere (apposizione di Fulvia)

nobile;

nobili;

dal momento che

cum

a costei

cui (nesso relativo, riferito a Fulvia)

era

esset

diventato

sottinteso

meno caro,

minus gratus,

poiché,

quia,

a causa dell’indigenza,

inopia (ablativo di causa),

poteva

poterat

elargire

largiri

meno,

minus,

egli,

sottinteso

d’un tratto,

repente,

millantando,

glorians,

cominciò

coepit

a promettere

polliceri

mari

maria

e monti

montesque

e

et

di tanto in tanto

interdum

a fare minacce

minari

con la spada

ferro (ablativo strumentale)

se (lei) non

ni (→ nisi)

era

foret (→ esset)

accondiscendente

obnoxia,

verso di lui:

sibi:

insomma,

postremo,

cominciò

sottinteso

a comportarsi

agitare (agito: intensivo di ago)

più violentemente

ferocius

di quanto

quam

era solito.

solitus erat.

ANALISI:
1. Il “cum” narrativo introduce una proposizione di valore causale con il verbo al congiuntivo imperfetto “esset”.
2. “Largiri”, “polliceri” e “minari” sono tre infiniti presenti di verbi deponenti.
3. “Quia poterat” è una proposizione causale con il verbo all’indicativo imperfetto.
4. “Ni”, che sta per “nisi”, introduce la protasi di un periodo ipotetico della possibilità con il verbo al congiuntivo imperfetto “foret” e con apodosi implicita.

Par. 4

Però Fulvia, scoperta la ragione dell’impudenza di Curio, non tenne nascosto un simile pericolo per lo stato, ma, senza citare la fonte, raccontò a parecchi le cose che aveva sentito sulla congiura di Catilina, e in che modo le aveva sentite.

Però

At

Fulvia,

Fulvia,

scoperta la ragione

causa cognita (ablativo assoluto con valore temporale)

dell’arroganza

insolentiae

di Curio,

Curi,

non

haud

tenne

habuit

nascosto

occultum

un tale

tale

pericolo

periculum

per lo Stato,

rei publicae,

ma,

sed,

senza citare la fonte,

sublato auctore (ablativo assoluto con valore modale)

raccontò

narravit

a parecchi

compluribus

le cose che

quae

aveva sentito

audierat (→ audiverat)

sulla congiura

de coniuratione (complemento di argomento)

di Catilina

Catilinae

e in che modo

quoque modo (quoque → et quo)

le aveva sentite.

sottinteso

Par. 5

In primo luogo questo episodio spinse gli animi degli uomini ad affidare il consolato a M. Tullio Cicerone.

In primo luogo

In primis

questo

ea

episodio

res

spinse

accendit

gli animi

studia

degli uomini

hominum

ad affidare

ad mandandum

il consolato

consulatum

a M. Tullio Cicerone.

M. Tullio Ciceroni.

ANALISI:
1. Ad + l’accusativo del gerundivo, come in “ad mandandum” esprime una proposizione finale.

Par. 6

Infatti in precedenza la maggior parte della nobiltà ardeva dall’invidia (nei confronti di Cicerone) e credeva, per così dire, che il consolato si sarebbe macchiato, se un homo novus, sia pure insigne, lo avesse conseguito. Ma, quando il pericolo arrivò, la gelosia e la supponenza passarono in secondo piano.

Infatti

Namquam

in precedenza

antea

la maggior parte

pleraque

della nobiltà

nobilitas

bruciava

aestuabat

d’invidia

invidia (ablativo di causa efficiente)

nei confronti di Cicerone

sottinteso

e

et

credevano,

credebant (concordanza ad sensum)

per così dire,

quasi

che il consolato

consulatum

si sarebbe macchiato,

pollui

se

si

un homo novus,

homo novos (→ novus)

sia pure

quamvis

insigne,

egregius

lo

eum

avesse conseguito.

adeptus foret (→ esset)

Ma

Sed

quando

ubi

il pericolo

periculum

arrivò,

advenit,

la gelosia

invidia

e

atque

la supponenza

superbia

passarono

fuere (→ fuerunt)

in secondo piano.

post.

ANALISI:
1. Da “credebant” dipende la successiva infinitiva oggettiva con il verbo all’infinito presente passivo “pollui”. “Pollui”, a sua volta, costituisce l’apodosi di un periodo ipotetico dipendente della possibilità, la cui protasi ha il verbo al congiuntivo piuccheperfetto deponente “adeptus foret”.

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