Parafrasi “Che stai? Già il secol l’orma ultima lascia” di Ugo Foscolo


UGO FOSCOLO

CHE STAI? GIÀ IL SECOL L’ORMA ULTIMA LASCIA

– PARAFRASI DEL TESTO –

Che stai? già il secol l’orma ultima lascia
Dove del tempo son le leggi rotte
Precipita, portando entro la notte
Quattro tuoi lustri, e obblio freddo li fascia.

[vv. 1 – 4] Perché indugi? (rivolto a se stesso) Ormai il secolo imprime la sua ultima orma (compie il suo ultimo passo, volge al termine) e precipita dove le leggi del tempo cessano di essere (dove son le leggi rotte: nell’eternità), portandosi nell’oscurità venti anni della tua vita (quattro tuoi lustri: il lustro è un arco di tempo pari a cinque anni) che un freddo oblio avvolge (ovvero “vent’anni in cui non ha fatto nulla degno di essere ricordato”).


Che se vita è l’orror, l’ira, e l’ambascia,
Troppo hai del viver tuo l’ore prodotte;
Or meglio vivi, e con fatiche dotte
A chi diratti antico esempi lascia.

[vv. 5 – 8] Poiché, se la vita è unicamente errore, collera e angoscia, allora tu (rivolto a se stesso) hai già vissuto troppo del tempo a tua disposizione. Ora vivi in maniera migliore! E con opere di erudizione (fatiche dotte) lascia validi modelli (esempi) a coloro che ti chiameranno “antico” (ovvero i posteri, coloro che verranno dopo, per i quali Foscolo sarà un antico).

Figlio infelice, e disperato amante,
E senza patria, a tutti aspro e a te stesso,
Giovine d’anni e rugoso in sembiante,

[vv. 9 – 11] Figlio infelice (Foscolo era orfano di padre e la vita lo portò sempre lontano dalla madre), e amante disperato (le peregrinazioni del Foscolo furono sempre un impedimento alla sua realizzazione sentimentale), privo di patria (il riferimento è all’esilio), duro con tutti e con te medesimo, giovane di età eppure dal volto segnato dalle rughe.


Che stai? breve è la vita, e lunga è l’arte;
A chi altamente oprar non è concesso
Fama tentino almen libere carte.

[vv. 12 – 14] Cosa aspetti? La vita è breve, l’arte è lunga (si tratta di un aforisma di Ippocrate); che almeno le pagine letterarie (libere carte: dal lat. artes liberales) procurino fama a colui al quale non è concesso di agire attivamente nelle alte questioni (altamente oprar).


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