Parafrasi e Commenti

Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, parafrasi

SCHEMA METRICO: Sonetto (due quartine + due terzine di endecasillabi) di schema ABAB ABAB CDC DCD

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PARAFRASI DEL TESTO

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Un giorno se io non sarò sempre costretto a spostarmi come un fuggiasco di paese in paese (il riferimento del Foscolo è ovviamente alla propria condizione di esule) mi vedrai seduto sulla tua tomba (pietra, per sineddoche indica la lapide tombale), o fratello mio, a dolermi per la tua morte prematura (gemendo il fior …: lett. piangendo il fiore reciso della tua giovinezza)

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Solo nostra madre ormai, trascinando la sua tarda età, parla di me alle tue spoglie mute (cenere muto: locuzione tipica della poesia sepolcrale per indicare il defunto), mentre io non posso far altro che tendere invano (perciò deluse) verso di voi le mie mani e salutare solo da lontano la mia città.

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Percepisco gli dèi ostili e quei tormenti interiori (le secrete cure) che sconvolsero la tua vita (lett. che per la tua vita furono come una tempesta, l’allusione è ovviamente ai tormenti dell’animo che spinsero al suicidio il fratello Giovanni) e anche io prego di poter trovare pace nel medesimo tuo approdo (tuo porto: anche Foscolo ripone nella morte la speranza di quella pace che la vita gli ha negato).

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Questo è tutto quello che mi rimane da sperare. Oh popoli stranieri, quando morirò (allor si riferisce infatti al momento della morte) vogliate restituire almeno le mie ossa all’abbraccio della mia triste madre.

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