Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, parafrasi



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UGO FOSCOLO

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI

- PARAFRASI DEL TESTO -

Sonetto (due quartine + due terzine di endecasillabi) di schema ABAB ABAB CDC DCD.


Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
Di gente in gente; mi vedrai seduto
Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
Il fior de’ tuoi gentili anni caduto:

[vv. 1 – 4] Un giorno se io non sarò sempre costretto a spostarmi come un fuggiasco di paese in paese (il riferimento del Foscolo è ovviamente alla propria condizione di esule) mi vedrai seduto sulla tua tomba (pietra, per sineddoche indica la lapide tombale), o fratello mio, a dolermi per la tua morte prematura (gemendo il fior …: lett. piangendo il fiore reciso della tua giovinezza)


La madre or sol, suo dì tardo traendo,
Parla di me col tuo cenere muto:
Ma io deluse a voi le palme tendo;
E se da lunge i miei tetti saluto,

[vv. 5 – 8] Solo nostra madre ormai, trascinando la sua tarda età, parla di me alle tue spoglie mute (cenere muto: locuzione tipica della poesia sepolcrale per indicare il defunto), mentre io non posso far altro che tendere invano (perciò deluse) verso di voi le mie mani e salutare solo da lontano la mia città.

Sento gli avversi Numi, e le secrete
Cure che al viver tuo furon tempesta;
E prego anch’io nel tuo porto quiete:

[vv. 9 – 11] Percepisco gli dèi ostili e quei tormenti interiori (le secrete cure) che sconvolsero la tua vita (lett. che per la tua vita furono come una tempesta, l’allusione è ovviamente ai tormenti dell’animo che spinsero al suicidio il fratello Giovanni) e anche io prego di poter trovare pace nel medesimo tuo approdo (tuo porto: anche Foscolo ripone nella morte la speranza di quella pace che la vita gli ha negato).


Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l’ossa mie rendete
Allora al petto della madre mesta.

[vv. 12 – 14] Questo è tutto quello che mi rimane da sperare. Oh popoli stranieri, quando morirò (allor si riferisce infatti al momento della morte) vogliate restituire almeno le mie ossa all’abbraccio della mia triste madre.


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